Napoli-Real Madrid: il punto debole dei blancos è la difesa, Milik non sarà in panchina

Napoli-Real Madrid: il punto debole dei blancos è la difesa, Milik non sarà in panchina

Meno di 24 ore e poi finalmente tutta Napoli si fermerà per novanta minuti. Il Bernabeu sarà teatro di uno spettacolo che consacra, comunque andrà a finire, il club partenopeo come una delle squadre d’elitè d’Europa. Se il Napoli è da poco entrato tra le prime squadre europee, il Real Madrid ne occupa un posto fisso da sempre, non a caso i blancos sono il club con più Champions in bacheca. Undici coppe dei campioni per la squadra di Zidane contro le zero del Napoli. Se si mettono a confronto le bacheche il risultato pende impietosamente dalla parte dei blancos. Fortunatamente però le partite poi si giocano sul campo e, in campo, scendono i calciatori e non i trofei.

Dunque vietato scoraggiarsi, gli uomini di Sarri partono sicuramente sfavoriti in questo doppio incontro con il Real, ma questo non vuol dire partire sconfitti, anzi. C.Ronaldo e co. sono devastanti in fase offensiva , ma lasciano spazi importanti in difesa. Tra questi spazi dovranno esser bravi ad infilarsi i tre folletti azzurri che hanno dimostrato di esser in grado di far male soprattutto a campo aperto. Fare goal al Bernabeu potrebbe risultare determinate ed è su questo che si è espresso ai microfoni di Radio Kis Kiss l’ex Napoli e Real, Fabio Cannavaro: “È una squadra forte, ma se il Napoli gioca come sa se la può giocare tranquillamente. Il Napoli è una squadra che segna molto, deve continuare a fare il suo gioco. Sicuramente ci sarà da soffrire, ma come ho già ripetuto più volte se il Napoli fa quello che sa fare può giocarcela. In queste gare la differenza la fanno i campioni. In casa il Real è una squadra che concede sempre qualcosa, io ne so qualcosa quando ci ho giocato”.

Puntare dunque sulla penetrabilità della difesa madrilena può essere la chiave. Nel frattempo pare che Milik domani sera guarderà la partita dalla tribuna, lasciando il suo posto in panchina a Pavoletti, evidentemente ritenuto da Sarri più pronto, e Giaccherini, più duttile e utilizzabile dunque nell’eventualità in più zone del campo.