Napoletano juventino cacciato dagli spalti: “Ero con due amici. Sono schifato”

Napoletano juventino cacciato dagli spalti: “Ero con due amici. Sono schifato”

E’ un 50enne di Giugliano il tifoso juventino allontanato dal settore distinti durante la partita di campionato Napoli – Juventus domenica sera. L’uomo, che chiameremo Giovanni e che preferisce restare nell’anonimato per ragioni personali, era in compagnia di due amici di Marano quando si è consumato l’episodio.

“Non è vero che ero con mia moglie e mio figlio – ha raccontato Giovanni in esclusiva a Tele Club Italia – ero in compagnia di due amici maranesi tifosi del Napoli. E’ stata messa in circolo una menzogna che ha creato una discussione in famiglia”. Il 50enne è stato ricoperto da insulti ed aggredito verbalmente. Per poco non si è arrivati alle mani. “Tutto è cominciato quando la Juventus ha segnato nei primi minuti di gioco e io, preso dalla contentezza, ho esultato lasciandomi scappare un ‘vai’ al gol di Kedhira”.

Un ‘passo falso’ che è costato caro al tifoso giuglianese. Alle sue spalle è partita una pioggia di insulti e di offese, a cui lui ha cercato di non rispondere per non accendere gli animi. “Tutto è partito da un gruppo di napoletani, probabilmente alticci – continua Giovanni – che ha inveito contro di me senza che io avessi mosso un dito, soltanto per aver esultato dopo un gol”.

La situazione è degenerata. Per più di mezz’ora è stato ricoperto da minacce e improperi al punto da essere costretto ad allontanarsi durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo. “Mi sono alzato, non ho retto più. E’ venuto uno steward che, comprendendo la gravità della situazione, mi ha accompagnato da un agente di Polizia. Dal settore distinti sono stato scortato in tribuna mentre tutti i tifosi napoletani intorno invocavano la mia espulsione”.

Un brutto episodio che Giovanni non dimenticherà facilmente e che ha segnato la sua esperienza umana: “Sono schifato. Per colpa di un gruppo di tifosi napoletani, sono finito sui giornali. Non mi era mai successo. Lo sport non è questo. Non mi sento libero di sostenere la mia squadra. Ma nonostante questo, staserà andrò di nuovo allo stadio per seguire la semifinale di Coppa Italia”.