Mugnano, 13enne in fin di vita per foto su Facebook. La zia: “Ecco com’è successo”

Mugnano, 13enne in fin di vita per foto su Facebook. La zia: “Ecco com’è successo”

Un pericolosissimo gioco fatto per postare una foto sui social che solo per un caso fortuito non è finito in tragedia. Una storia tanto assurda da essere vera ambientata in un mondo reale sempre più digitale.

I familiari tirano un sospiro di sollievo: due giorni dopo “l’incidente” il bambino napoletano è uscito dal coma farmacologico cui era stato indotto. E’ vigile, riconosce tutti quelli che gli sono intorno e chiede della mamma. E’ la zia a rilasciare una dichiarazione al Mattino: “È accaduto tutto in un attimo”, dice, “i bambini erano nella cameretta e fino a qualche minuto prima c’ero anch’io con loro. Poi sono andata in cucina ed è stato l’inferno. Non so dove ho trovato la forza e il coraggio di intervenire”.

Il padre sereno racconta: “Sta bene. Si è svegliato, ci riconosce e parla normalmente, è un bambino come tanti. Va regolarmente a scuola, è iscritto al calcetto e si allena due volte alla settimana. Nessun problema. Voleva fare un maledetto scherzo ai suoi compagni. Non è uno di quegli adolescenti che passano le giornate al computer, preferisce la Play Station. Sabato sera non so cosa gli sia passato per la mente”.

E’ accaduto tutto sabato sera, in occasione di una cena con i parenti a Mugnano, a casa della zia, per festeggiare il carnevale. Il tredicenne era in compagnia del cuginetto di 9 anni ed è insieme che decidono di postare su facebook qualcosa di folle, di incredibile: il ragazzo si stringe la cintura dell’accappatoio al collo, l’appende alla maniglia di una porta e si lascia scivolare sul pavimento. Giusto il tempo di scattare una foto, poi sviene, cianotico, gli occhi sbarrati. E’ la zia a fornirgli il primo soccorso ed a chiamare il 118 per essere, poi, trasportato all’ospedale di Giugliano.

Da ieri pomeriggio si può dire che il pericolo è passato e con se la tremenda paura, al momento sembra che non ci siano danni celebrali, ma bisognerà aspettare ancora un po’ per averne la certezza.