Mozzarella con soda caustica, il Consorzio si difende: “Noi parte lesa”

Mozzarella con soda caustica, il Consorzio si difende: “Noi parte lesa”

Mozzarella con soda caustica. E’ la ricetta choc che emerge dall’operazione “Aristeo” della Guardia di Finanza che ieri ha portato al sequestro di 3 caseifici tra le province di Napoli e Caserta (Casearia Sorrentino di Santa Maria La Carità, Bellopede e Colino di Marcianise e Caseificio San Maurizio di Frattaminore) ed all’arresto di 5 persone.

In qualche occasione – hanno spiegato gli investigatori – avevano anche acquistato ed immesso nel processo di produzione dei latticini, anche latte proveniente da allevamenti non indenni da TBC (tubercolosi). Intercettazioni choc quelle raccolte nel corso delle indagini.

Il “Consorzio per la Tutela del formaggio – Mozzarella di Bufala Campana” ha subito però diffuso un nota. L’operazione della Guardia di finanza di Caserta è la conferma della massima attenzione e vigilanza che c’è nel comparto della mozzarella di bufala campana Dop. Alla Procura, alle forze dell’ordine e all’Asl va il sentito ringraziamento del Consorzio di tutela. Comportamenti che mettono a rischio l’eccellenza di un prodotto unico al mondo sono assolutamente da condannare e non verranno tollerati. Il Consorzio di tutela è parte lesa in questa vicenda e difenderemo il buon nome degli associati e la reputazione del nostro prodotto in ogni sede utile, costituendoci anche parte civile nell’eventuale processo. Inoltre nella prossima riunione del consiglio di amministrazione sarà valutata la possibilità di espulsione del socio coinvolto, in base alle norme di trasparenza previste dal nostro Codice etico”. Il presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, commenta così l’inchiesta “Aristeo” della Procura di Santa Maria Capua Vetere su una presunta frode nel settore lattiero-caseario.

Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, aggiunge: “Come sottolineato anche dagli inquirenti, i consumatori non hanno nulla da temere. Da circa due anni il sistema di tracciabilità del prodotto a marchio Dop è ancora più sicuro e capillare, offre garanzie complete e dal settembre 2016 è esteso a ogni capo. Con le norme attuali, cioè, possiamo risalire con precisione da una singola mozzarella fino alla bufala che ha fornito il latte. Questo schema di controlli vede coinvolti l’ispettorato centrale per la repressione frodi del ministero dell’Agricoltura, l’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno e l’ente di certificazione del Consorzio Dqa, un lavoro di squadra a tutela della qualità della mozzarella di bufala campana. Si tratta del sistema di tracciabilità più avanzato in Europa, che pone il nostro comparto all’avanguardia a livello comunitario. Un risultato che è stato possibile raggiungere con l’impegno congiunto e la sinergia tra tutti questi enti, che ringraziamo ancora una volta. Il Consorzio di tutela ha messo e metterà in campo tutti gli strumenti a disposizione per tutelare l’unica mozzarella in commercio che può vantare il marchio Dop”.