Migranti e profughi, Qualiano per l’accoglienza. “Noi non costruiamo muri”

Migranti e profughi, Qualiano per l’accoglienza. “Noi non costruiamo muri”

Con un pubblico avviso il Comune di Qualiano è alla ricerca di soggetto attuatore, per le attività relative alle politiche ed ai servizi dell’asilo, per la predisposizione dei servizi di accoglienza per i richiedenti ed i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario, nonché il funzionamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. La decisione arriva dopo innumerevoli riunioni che da Agosto 2016 si sono tenute in Prefettura, dove gli Enti locali, come Qualiano, sono stati compulsati ad offrire la disponibilità dei propri beni, per accogliere i migranti. Il Comune è sempre riuscito a sottrarsi a questo obbligo, per non avere nelle proprie disponibilità beni da destinare a tale uso. A fronte del diniego continuo, è nelle facoltà dei poteri della Prefettura emanare degli atti di imperio ed “obbligare” il Comune ad accogliere i migranti secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale, che ha emanato il S.P.R.A.R.  e che tende a distribuire su tutto il territorio i migranti ed i richiedenti asilo.

Il Comune aderisce allo S.P.R.A.R., perché può portare vantaggi al territorio. – sottolinea il sindaco De Luca– Innanzitutto va detto che l’accoglienza è un dovere morale al quale il popolo qualianese non si è mai sottratto e prova ne è la presenza di una nutrita comunità straniera che è perfettamente integrata nel nostro Comune. Poi nel caso dello S.P.R.A.R. , questo avviene a costo zero per l’Ente e durerà al massimo due anni. Sul territorio accoglieremo massimo 35 persone, non più di 4 o 5 nuclei familiari con bambini, che saranno alloggiati con spese a carico della Prefettura, in altrettanti appartamenti distribuiti sul territorio di Qualiano, proprio per favorire l’integrazione.- spiega il Primo Cittadino- In cambio di questa adesione all’accoglienza è previsto lo sblocco delle assunzioni per consentire all’Ente di bandire concorsi nella Polizia Municipale, per gli assistenti sociali e per altre figure previste in pianta organica. Da non sottovalutare nemmeno l’economia che creeranno, sia  ai proprietari degli appartamenti dove vivranno, che per l’indotto, che inevitabilmente ci sarà per assicurare un percorso di vita decoroso e dignitoso.- e concludendo- Qualiano è da sempre un popolo altruista e ospitale, 35 extracomunitari non ci cambieranno la vita, ma ci farà stare in pace con noi stessi, abbiamo fatto la nostra parte.”
Dunque il S.P.R.A.R. è un’iniziativa che  progetta e programma il futuro dell’accoglienza dei migranti nel territorio italiano ed in questo caso di Qualiano, il cui popolo, negli anni, ha già dato prova di accogliere i flussi di persone in transito lungo via Santa Maria a Cubito e dove vi sono tanti volontari, che si fanno carico anche di costi pur di fare volontariato. Basti pensare al gruppo degli “Angeli della stazione” che di notte, portano cibo e coperte ai clochard.

Per far fronte in modo competente al programma S.P.R.A.R. il Comune è alla ricerca di un soggetto del terzo settore in qualità di ente attuatore dei servizi da garantire. Del Terzo Settore fanno parte i soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi come le  operative sociali e loro organismi rappresentativi; le organizzazioni di volontariato;  le associazioni ed enti di promozione sociale; le fondazioni.

Alle ore 12.00 del giorno 10 Febbraio 2017 scade il termine per presentare la propria candidatura con tutti i documenti comprovanti le capacità di persone e competenze del proprio organico. Il tutto come dettagliato nell’avviso pubblico, va consegnato all’ufficio protocollo.

Di fronte a delle famiglie con bambini noi non costruiamo muri, ma apriamo le porte all’integrazione”, sottolinea il consigliere Tommaso Picascia il quale ricorda come in una società multietnica come quella in via di costruzione giorno dopo giorno, non si può immaginare che Qualiano stia a guardare e non faccia la propria parte.