Melito. Assalto agli Amato-Pagano, l’ombra di una nuova scissione tra i narcos dell’area nord

Melito. Assalto agli Amato-Pagano, l’ombra di una nuova scissione tra i narcos dell’area nord

Melito. Hanno colpito in pieno giorno nella roccaforte degli Scissionisti, ed il presunto bersaglio non è uno qualsiasi. Nell’agguato avvenuto oggi poco dopo le ore 13, infatti, i killer avrebbero puntato ad un 16enne, D. Amato, nipote di due pezzi da novanta della camorra di Napoli Nord: Lello Amato e Cesare Pagano, protagonisti della prima faida di Scampia contro il superboss Paolo Di Lauro detto Ciruzzo ‘o Milionario ed ora entrambi in cella.

Il minorenne è arrivato in ospedale in gravi condizioni, colpito al petto, ma non sarebbe in pericolo di vita. Dopo le prime cure all’ospedale di Giugliano è stato trasferito al Cardarelli di Napoli. Amato junior viene descritto come amante della bella vita nei locali della movida e dei viaggi, soprattutto in Spagna. Giovanissimo potrebbe già contare su un’importante disponibilità economica per le sue uscite. Un ragazzino, insomma, che non passa di certo inosservato.

Sotto i colpi oggi sono finiti invece il 30enne nordafricano Nuovo Mohammed e Alessandro Laperuta, 32enne di Afragola già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino agli Amato-Pagano. Entrambi sono stati ritrovati in un lago di sangue all’interno di un appartamento del cosiddetto Parco Padre Pio in via Giulio Cesare, al civico 118. Per entrare è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno forzato la porta d’ingresso. Laperuta era già morto, mentre l’extracomunitario – colpito alla testa – è stato trovato agonizzante ed è morto poche ore dopo in ospedale. Sangue ovunque nello stabile: oltre che nell’appartamento al quarto piano, anche lungo le scale e sulla facciata del palazzo (macchie evidenti su tendaggi e parabole).

La dinamica non è ancora chiara ed i carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, sono al lavoro per chiarire la vicenda. L’agguato potrebbe infatti non essere avvenuto in via Giulio Cesare ma in via Cicerone, vera e propria roccaforte degli Scissionisti di Melito (nei pressi del Parco X). In seguito le vittime – ipotesi difficile ma non ancora esclusa – si sarebbero rifugiate nel palazzo dove sono state ritrovate, mentre il minorenne sarebbe stato soccorso da un’altra persona e trasportato in ospedale. Sullo scooter con il 16enne a quanto pare c’era Raffaele Mauriello, interrogato a lungo dai militari dell’Arma e la sua versione non avrebbe convinto gli inquirenti. Durante il tragitto ci sarebbe stato però un incidente in via Di Giacomo tra lo scooter sul quale viaggiavano ed un’auto. Dopo aver abbandonato il mezzo, dunque, il giovane ferito sarebbe arrivato al pronto soccorso del San Giuliano di Giugliano.

I militari dell’Arma hanno ritrovato però pistola e bossoli all’interno dell’appartamento. Quindi la sparatoria sarebbe avvenuta lì, forse anche con un conflitto a fuoco.

Il dato certo al momento, però, è che i killer hanno colpito al cuore degli Amato-Pagano, padroni delle piazze di spaccio di Melito. Qualche settimana fa i carabinieri, sempre in via Cicerone, fermarono 3 uomini pronti a sparare legati al clan Abete-Abbinante-Notturno, altro cartello scissionista con base a Scampia. Dall’inizio dell’anno, prima dell’agguato di oggi, a Melito si contavano già 3 vittime: Luigi Di Rupo, freddato in un bar di via Po il 5 gennaio scorso, Davide Tarantino, scomparso nel nulla (l’auto fu ritrovata a Lago Patria) e probabile vittima di lupara bianca, e Giovanna Arrivoli, che gestiva un bar in un via Lussemburgo e fu prima uccisa a colpi di pistola e poi sepolta proprio in una campagna di via Giulio Cesare. Episodi che fanno pensare ad una nuova faida tra i narcos dell’area nord.