Maxi blitz a Roma, soldi degli Amato-Pagano ripuliti nella Capitale: il ruolo di Gaetano Vitagliano

Maxi blitz a Roma, soldi degli Amato-Pagano ripuliti nella Capitale: il ruolo di Gaetano Vitagliano

Maxi blitz antimafia con 23 arresti e beni per 280 milioni oggi a Roma. Sotto chiave anche locali vip come Mizzica, Macao di via del Gazometro, e Dubai Cafè nell’operazione denominata Babylonia.

La maxi-operazione scaturisce da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Roma riguardante due sodalizi criminali in vertiginosa crescita sul territorio capitolino, con base a Roma e Monterotondo. Il primo gruppo criminale è riconducibile a Gaetano Vitagliano, detto ‘Nino’ personaggio di spicco nel settore del narcotraffico internazionale con “fatturati” da capogiro, contiguo al clan camorrista degli Amato-Pagano, i cosiddetti Scissionisti, operante a Nord di Napoli. La figura “imprenditoriale” di Gaetano Vitagliano emerge a partire dal 2011, in concomitanza della sua liberazione dal carcere romano di Rebibbia, ove era detenuto per traffico internazionale di stupefacenti tra l’Olanda e l’Italia.

Da quel momento, ha costruito un vero e proprio impero, creando attorno a sè un’articolata organizzazione criminale dedita al riciclaggio ed al consequenziale reimpiego di proventi illeciti. Negli ultimi anni, il gruppo imprenditoriale ha ampliato in maniera esponenziale gli investimenti nel settore commerciale dell’esercizio di bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sale slot e tabacchi, gestiti tramite numerose societa’ intestate fraudolentemente a prestanome ed ai suoi prossimi congiunti. 

L’inchiesta ha certificato i rapporti per il riciclare il denaro sporco tra Vitagliano e Davide Siciliano detto Capitone, altro uomo degli Amato-Pagano, attualmente detenuto per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

Vitagliano, sfruttando gli ingenti capitali accumulati col narcotraffico, avrebbe acquisito numerosi locali a Roma e Milano creando società fantasma, utilizzate per ripulire il denaro. Molte delle attività sarebbero state poi intestate a prestanome.