Marko Rog spiegato tatticamente

Marko Rog spiegato tatticamente

Da Vlade Divac a Drazen Petrovic, da Milos Teodosic a Peja Stojakovic, da Toni Kukoc a Sasha Danilovic. Lo sport slavo ha toccato l’apice della perfezione nella pallacanestro e tutti questi grandi campioni hanno una cosa in comune con tutti gli altri campioni anche degli altri sport nella storia dell’ex Jugoslavia: la capacità di abbandonarsi completamente all’istinto e sfruttare questa cosa in maniera positiva senza farsi sopraffare.

Marko Rog fa parte di questa stirpe di grandi atleti slavi, o almeno lo è in potenziale. Come loro, soprattutto come il compianto Petrovic, in giovanissima età si segnala per precocità e talento, per forza d’animo e capacità di improvvisazione. All’esordio da professionista, nella Serie C croata, segna 17 gol, passa poi a Spalato in massima divisione dove in 44 partite segna 9 gol perché non solo il livello cresce esponenzialmente ma viene anche arretrato dalla squadra passando dalla trequarti campo alla linea mediana. Dato il potere dittatoriale che ha la Dinamo Zagabria sul mercato croato, Rog finisce proprio alla squadra azzurra dove viene paragonato a Rakitic e Modric, come tutti i giovani centrocampisti croati, nonostante Rog abbia molto poco in comune con i due campioni a scacchi.

Rog è in grado di giocare in tutti i ruoli del 4231 tranne la linea dei 4 perché sia nella Dinamo Zagabria che nella Croazia U21 e maggiore gioca in ogni ruolo dal centrocampo in su (con risultati pessimi da prima punta), ma che comunque ha fatto.

Ad Euro2016 ha giocato da mediano contro la Spagna marcando ad uomo Iniesta, una marcatura che è riuscita alla perfezione perché il campione del Barcellona è stato fortemente limitato dal nuovo centrocampista del Napoli. Rispetto alla partita precedente Iniesta ha giocato meno passaggi, con una percentuale realizzativa minore, ed è stato costretto ad un gioco più orizzontale.

Ottimo il lavoro di corsa ed in difesa, Rog ha poi fornito anche l’assist a Perisic per l’1-1.

Ha bisogno di rinforzarsi molto nel fisico ma sopperisce la poca forza con un dinamismo ed un intuito decisamente fuori dalla norma. Non si ferma mai, è un motorino instancabile ed ha un ottimo allungo anche se commette ancora molti problemi di posizionamento. Paradossalmente la possibilità di giocare in tanti ruoli, ne ha limitato lo sviluppo sul posizionamento che però può essere sicuramente sistemato come fondamentale, Rog è un classe ’95.

Deve migliorare sul piano difensivo perché a causa degli errori di posizione spesso lascia scoperta la zolla, ma quando marca a uomo è davvero eccezionale. Ricordate quando Grava annullava Ronaldinho? Con Rog sarà lo stesso perché è uno squalo: insegue la preda sempre, a prescindere dalla fatica ed alla prima indecisione gli soffia via il pallone.

Le doti migliori di Rog sono palla al piede però. Il ragazzo negli spazi stretti è eccezionale, ha un dribbling ad altissimo tasso tecnico e di difficoltà perché Rog improvvisa continuamente, come Petrovic, come Danilovic. La sua velocità di pensiero lo premia spesso nell’uno contro uno, sopperisce alle difficoltà e mette in grossa difficoltà gli avversari perché quando cominciano a conoscerlo vanno in apprensione.

Deve lavorare sul controllo del pallone e sullo stop di palla perché spesso ha bisogno di più tocchi per addomesticare la sfera.

E’ bravissimo a posizionarsi con l’orientamento del pallone di fronte alla porta e questa cosa lo aiuta molto quando gioca da centrocampista offensivo puro perché ha una visione di insieme che punisce le difese avversarie.

Ottima qualità di passaggi e di inserimento, bravo nel portare palla, se ha campo, è determinante perché è veloce e tecnico, un binomio vincente per i centrocampisti moderni.

Essendo slavo al 100% pur non avendo il suffisso in “ic” è incredibilmente pragmatico. Fa solo ciò che è meglio per lui e per la squadra. Fa solo ciò che è necessario, utile, non si abbandona a dribbling inutili davanti all’aria di rigore, come fa Chiriches per esempio. L’obiettivo del calcio è segnare? Quindi Rog ha un solo obiettivo nella testa: avanzare col pallone e permettere ai suoi compagni di squadra di segnare. Lo fa in maniera quasi robotica, ed infatti il suo istinto e la sua bravura nell’improvvisazione ne fanno un calciatore unico nella rosa di Maurizio Sarri.

Il tecnico toscano potrà usarlo soprattutto come mezz’ala perché Rog è potenzialmente un ibrido tra Allan e Hamsik. Come il brasiliano, non è un grande mediano tutto muscoli e grinta, ma è bravissimo nell’interdizione grazie al dinamismo. Come lo slovacco è bravo ad inserirsi ed è intuitivo.

Sotto la guida di un insegnante di calcio come l’allenatore azzurro Rog potrà sicuramente entrare nell’elite dello sport slavo.