Marano, Strada di collegamento area industriale via Ripuaria: si apre uno spiraglio per il completamento dei lavori

Marano, Strada di collegamento area industriale via Ripuaria: si apre uno spiraglio per il completamento dei lavori

Per il completamento dei lavori della “strada della vergogna” (così l’hanno apostrofata), concepita con l’obiettivo di collegare l’area industriale Pip di Marano con via Ripuaria a Qualiano, si apre uno spiraglio, come ci ha fatto intendere il nuovo rup (responsabile unico del procedimento) dell’opera, geometra Giovanni Napoli.

“Si sta cercando – dice il tecnico – una composizione bonaria tra la ditta appaltatrice e il Comune”.

Si tratta di una telenovela che dura da oltre dodici anni, da quando la Regione, per la realizzazione di questa strada, elargì 1.064mila euro di fondi Pit (Piano integrato territoriale) ai quali vanno aggiunti il cofinanziameto del Comune di Marano di 234.742,68 euro e quello di Villaricca di 31.300 euro. Il contratto d’appalto con la General Costruzioni S.r.L. di Quarto (vincitrice della gara con un ribasso del 34,59% per un importo 663mila 658 euro) fu stipulato il 28 giugno 2006, ma i lavori iniziarono il 21 maggio del 2008 e il 5 giugno furono già sospesi. Ripresero il 16 febbraio 2009 e furono sospesi di nuovo il 17 luglio 2009. Il 30 luglio la strada venne posta a sequestro giudiziario, poiché si ipotizzava un cattivo funzionamento della fogna sottostante. La magistratura emise diversi avvisi di garanzia: al dirigente dell’area tecnica dell’epoca del Comune di Marano, al Rup di quel periodo e al direttore dei lavori. Tutti e tre furono indagati per disastro ambientale. Il 21 aprile 2010 si svolse l’incidente probatorio, durante il quale, però, venne appurato che il guasto non riguardava il derivatore che separa le acque miste provenienti dalla fogna sottostante la strada Pit, ma dipendeva da un altro derivatore poco più distante (circa 100 metri), ubicato sul tratto di via Consolare Campana, nel Comune di Villaricca. Fu sbloccato, dunque, il cantiere, ma non ripresero i lavori perché, nel frattempo, la ditta vincitrice dell’appalto fece causa al Comune, chiedendo un risarcimento danni di circa 600mila euro, ritenendosi enormemente danneggiata dal blocco dei lavori. Alla ditta, finora, sono stati pagati tre stati di avanzamenti: il primo, di 241mila 564 euro euro, a giugno 2009; il secondo, di 166mila 353 euro, il 23 settembre 2009 e il terzo di 135mila270euro il 23 febbraio 2010. La direzione dei lavori fu affidata ai tempi dell’amministrazione Perrotta all’ing. Luigi Pianese, mentre il coordinamento della sicurezza fu assegnato all’architetto Ibrahim Khader (di origine palestinese e cittadino di Calvizzano). Insomma, a distanza di circa 10 anni dalla stipula del contratto, la strada è ancora chiusa al traffico, versa in condizioni disastrose ed è diventata uno sversatoio di rifiuti di ogni genere.

Con i fondi Pit vennero finanziate anche altre opere pubbliche, tra cui la strada che costeggia l’Alveo Camaldoli nei territori di Calvizzano e Villaricca (aperta al traffico solo il 20 dicembre 2014), alcuni tratti stradali nelle aree produttive a ridosso della circumvallazione esterna in territorio Mugnano, e un altro collegamento tra via Ripuaria e la zona industriale ASI di Giugliano (località Ponte Riccio). Quest’ultima, nonostante il finanziamento regionale di alcuni milioni di euro (la gara doveva essere bandita entro il 31 dicembre 2005 per non perdere il finanziamento), non è stata più realizzata: pare che l’opera fu bloccata dal genio Civile.

 

Domenico Rosiello