Manifesto di Lettieri, la replica: “Sputtanapoli è amministrare male”

Manifesto di Lettieri, la replica: “Sputtanapoli è amministrare male”

Si sono arrabbiati di nuovo. Ed era prevedibile sarebbe accaduto anche questa volta. La nostra nuova campagna #ApriGliOcchiNapoli fa vacillare il Palazzo del potere. Perché non fa altro che fotografare e documentare la realtà.
E la realtà dice che Napoli è amministrata male, malissimo. Non in virtù di una considerazione, o di una antipatia politica, ma di dati. Di numeri oggettivi e riscontrabili.
Attenzione a non confondere vittime e carnefici. Sputtanapoli non è denunciare cosa non va. Sputtanapoli è amministrare male. Anzi, sputtanapoli è amministrare talmente male da far precipitare la città in coda a tutte le classifiche di vivibilità ed in testa a tutte le classifiche di spreco dei finanziamenti europei, di record di tasse e di rapine.
Denunciarlo pubblicamente è un’operazione verità. A chi sostiene che certe cose non si dicono, perché si danneggerebbe l’immagine della città, rispondete che l’epoca dell’anello al naso è finita. Rispondete che è chi amministra male a danneggiare l’immagine e la sostanza della città. Rispondete che la verità rende liberi. E che le bugie hanno le gambe corte. E le ore contate. E dunque non serve più a nulla nascondere la realtà come hanno provato a fare per cinque anni.
Quanti di voi conoscevano le classifiche che abbiamo reso note? Quanti di voi sapevano che Napoli, tra le grandi città d’Italia, è quella con le tasse più alte e quella con i costi più alti per Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale? Quanti di voi sapevano che a Napoli si perdono 75 ore all’anno fermi nel traffico? Quanti di voi sapevano che Napoli è prima in Italia per numero di rapine? Quanti di voi sapevano che Napoli ha perso oltre 2 miliardi di euro di fondi europei?
La verità è che siamo stati fin troppo eleganti in questa campagna. Perché ci siamo semplicemente limitati a fornire dati. Per far capire bene che se non si cambia si continuerà ad affondare.
Ha ragione chi ci contesta. Dovevamo essere ancora più precisi. E dire che la situazione è drammaticamente peggiorata in questi ultimi 5 anni, per colpa dell’amministrazione de Magistris.
Ci faremo ancora più attenzione. E cercheremo ancora più dati. Quanti di voi sanno che a Napoli la disoccupazione giovanile è al 48,6%? Quanti di voi sanno che la raccolta differenziata a Napoli è al 21%? Quanti di voi sanno che a Napoli il 50% della videosorveglianza pubblica è fuori uso? Quanti di voi sanno che il Comune paga 350 mila euro all’anno di bollette luce, acqua e rifiuti ai collettivi e ai centri sociali estremisti e antagonisti di sinistra che occupano abusivamente immobili pubblici?
Lo sapete chi sono i primi a contestare la nostra campagna? Proprio questi dei centri sociali, amichetti e fiancheggiatori di De Magistris che utilizzano gli spazi pubblici che hanno occupato, con violenza e prepotenza ed oggi fanno campagna elettorale al sindaco. Perché devono difendere a tutti i costi il privilegio che hanno avuto. I centri sociali a Napoli sono diventati una casta di intoccabili grazie a questa amministrazione. E mentre loro possono stare serenamente nelle mura di palazzi di pregio, migliaia di famiglie napoletane vivono in case popolari dove manca tutto.
Ma davvero si deve continuare a tollerare tutto questo? Davvero c’è chi pensa di restare con le braccia conserte per tutta questa campagna elettorale e magari lasciare che tutto resti com’è?
Bisogna che tutti sappiano questi dati. Bisogna che tutti prendano il coraggio di affrontare questa realtà. Lo ripeteremo fino alla morte: i carnefici, i responsabili sono quelli che hanno ridotto la città così. I coraggiosi sono quelli che denunciano, che nonostante soprusi e minacce continuano ad avere la forza di voler cambiare la città.
Perché vedete, il Padreterno ci ha concesso di vivere in questa città, che amiamo definire la più bella del mondo. Ma fino a quando la camorra continuerà ad ammazzare liberamente in strada perché controlla il territorio, mentre de Magistris perde tempo a concedere la cittadinanza onoraria a terroristi come Ocalan; fino a quando si morirà ancora in un ospedale per mancanza di disponibilità di sale operatorie, mentre il Comune rimanda indietro i fondi europei perché non li sa spendere; fino a quando ci vorrà più tempo per raggiungere il centro dalla periferia, che Roma in treno, mentre il sindaco spreca milioni di euro in piste ciclabili inutili e vara Ztl allucinanti che paralizzano la città e fanno morire il commercio; fino a quando si dirà che la classifica sulla vivibilità del Sole 24 Ore che vede Napoli 101ma non vale perché il nostro pil sono le emozioni… beh, fino a quel momento saremo condannati, e non servirà a nulla risiedere nella città più bella del mondo se poi è la più invivibile.
E allora, per risalire, serve una presa di coscienza. Dobbiamo essere consapevoli che, se non facciamo qualcosa, siamo tutti responsabili di questo disastro. Se non capiamo che bisogna ripartire da questi dati per ricostruire quello che altri hanno scassato, finiremo con il lasciare ancora la città nelle mani di incapaci, disonesti, violenti ed estremisti.
Se tornassero in vita Totò, De Filippo, ma anche Massimo Troisi, probabilmente avrebbero il voltastomaco per come abbiamo lasciato che altri riducessero questa città.
Abbiamo tutti i dati che fotografano la realtà più nera della città degli ultimi anni. Sappiamo chi sono i colpevoli. Non serve altro che voltare pagina e mandare a casa chi ci ha ingannato, e prova ancora ad ingannarci, vestendo oggi i panni della vittima. Ma noi sappiamo bene che si tratta di lupi travestiti da agnelli.
E sappiamo bene che è venuto il momento di lasciarli perdere, perché noi dobbiamo lavorare affinché Napoli ritorni ad essere la città più bella al mondo.

Tiberio Brunetti, portavoce di Gianni Lettieri