“Mai avuto rapporti con i Mallardo”. Accusati di riciclaggio, i Cozzolino si difendono

“Mai avuto rapporti con i Mallardo”. Accusati di riciclaggio, i Cozzolino si difendono

“Non abbiamo mai avuto rapporti con i Mallardo”. I Cozzolino sono finiti nell’ultima inchiesta della Dda di Napoli con l’accusa di essere dei “prestanome” per riciclare i soldi del clan di Giugliano ma con ramificazioni anche a Napoli e fuori regione. Gli imprenditori coinvolti sono pronti però a dimostrare la tracciabilità dei flussi finanziari ed a dimostrare di essere estranei a contatti con la criminalità organizzata e col boss Francesco Mallardo.

Nell’ultima operazione dello scorso 15 giugno, eseguita da Gico della Guardia di Finanza e Squadra Mobile di Napoli, sono finiti sotto chiave beni per 40 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, insieme al gioielliere Gaetano Esposito (già arrestato l’anno scorso insieme alla moglie del capolclan Anna Aieta) sarebbe Santolo Cozzolino un altro imprenditore usato dall’Allenza di Secondigliano per ‘ripulire’ il denaro. “Mio padre è un imprenditore pulito da oltre 40 anni. La nostra famiglia non ha mai avuto collegamenti con il clan Mallardo. Noi non conosciamo loro e loro non conoscono noi”. Lo afferma Anna Cozzolino, amministratore e legale rappresentate dello Stelle Hotel di Corso Meridionale, finito sotto sequestro la scorsa settimana.

“L’hotel – spiega Cozzolino al quotidiano napoletano Il Roma – appartiene alle Ferrovie che, con Grandi Stazioni, ha realizzato il recupero dell’immobile. Il nostro investimento è stato limitatissimo, tant’è che noi abbiamo la sola gestione. E’ una follia credere che si possa fare riciclaggio con un bene pressochè statale. In questi giorni abbiamo tra l’altro ricevuto molte disdette, ma noi siamo aperti come sempre. La nostra realtà societaria è molto sana, così come noi tutti siamo persone integerrime. Il foglio trovato dagli investigatori non dimostra poi alcun collegamento con il gioielliere Gaetano Esposito. Ma poi cosa c’entriamo noi con i Mallardo? Non ci conosciamo neppure. Le nostre vite sono in frantumi e non appena potremo andremo via da Napoli.”

I Cozzolino, quindi, sono pronti a dare battaglia, presentando documenti per dimostrare la formazione delle aziende di famiglia. Agli atti ci sono una serie di consulenze tecniche per tracciare i soldi.