Le mani di Mallo sulle piazze di spaccio, il boss “comunista”: “Quello che entra è di tutti noi”

Le mani di Mallo sulle piazze di spaccio, il boss “comunista”: “Quello che entra è di tutti noi”

Napoli. I pusher di Masseria Cardone, territorio dei Licciardi, e quelli di Miano erano terrorizzati. Dovevano versare una “tangente” al gruppo Mallo. A intimidirli le continue “stese” compiute dal gruppo di fuoco del rione Don Guanella. Una raccolta che fruttava decine di migliaia di euro. Tanto che, dalle intercettazioni ambientali, emerge una scena da Scarface che si consuma il 30 aprile, pochi giorni prima dell’arresto. Mallo e i suoi sodali sono lì, a casa sua, intorno a tavolo. Davanti a loro 30mila euro in contanti da dividere. Si distingue il fruscio delle banconote da 50 e 100 euro. Il giovane boss della Don Guanella fa da ragioniere, conta gli incassi, divide le “mesate”.

Walter Mallo parla da numero uno. Si mostra assennato, fa capire che il peggio è passato, ma ricorda occorre oculatezza nella redistribuzione delle ricchezze agli affiliati, ora che hanno incassato il riconoscimento pubblico degli altri clan. Insieme a lui ci sono gli altri due fedelissimi, Vincenzo Danise e Paolo Russo (entrambi classe 1990), di recente inchiodati in cella dal Tribunale del Riesame.

«Fai una contata a questi soldi… Rudi, fai una contata a questi soldi!», ordina Mallo a un altro affiliato, Rudi Rizzo (non colpito però da alcuna misura cautelare).  Mallo, innamorato di Fidel Castro e Che Guevara, come unun leader, calma gli animi accesi, placa i malumori, invita a dividere gli introiti con oculatezza. Sente l’esigenza di spiegare ai suoi che «tutto quello che entra, è di tutti quanti noi!». E lo fa in modo solenne, riferendosi a un lutto di recente subìto: «Io da sopra, sul lutto di Alfonso, non mi prendo proprio niente! Mi sono preso 1.000 Euro, il mezzo a Genny… ora tutto quello che compro, non è mio lo teniamo a terra».

L’obiettivo di Mallo è creare un fondo cassa utile alla crescita economica e finanziaria del nascente clan. Inutile dissipare il piccolo patrimonio accumulato. Per costruire una cosca, servono soldi. Per passare da ribelli a giovani ras bisogna spendere in maniera oculata. Mallo, ancora una volta rivolgendosi all’amico Rudi, a proposito del pensiero fisso dell’amico Paolo Russo, che ha deciso di comprarsi un bel rosario d’oro: «Non ha capito che tutte le spese che escono… no? Dopo, non ci troviamo niente più! Voglio vedere come faccio! Poi mi dirai: Walter, avevi ragione…».