Latitante preso a Capodichino, tutta la storia di Pietro “o’ Mellon”

Latitante preso a Capodichino, tutta la storia di Pietro “o’ Mellon”

Non è un periodo fortunato per il clan Vanella Grassi: dopo l’arresto di Mincione Raffaele, detto “Coppetta” avvenuto il 9 marzo in un appartamento del rione Gescal di Secondigliano dove si nascondeva, a pochi giorni di distanza i Carabinieri catturano anche Maoloni Pietro detto o’ Mellon, proveniente con un volo aereo da Istanbul e latitante dal 4 giugno 2015, quando i Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero traevano in arresto 40 persone del gruppo Leonardi del clan Vanella Grassi.

Si nascondeva nelle favelas brasiliane e nelle spiagge di Sharm el-Sheikh. In queste ultime si incontrava periodicamente con i familiari. Era ricercato per un’inchiesta della DDA di Napoli su un traffico di droga e per aver rifornito il clan di armi, in particolare un fucile mitragliatore utilizzato per commettere omicidi di gruppi avversari.

I Carabinieri unitamente alla Polizia di Frontiera dell’aeroporto internazionale Napoli Capodichino lo hanno arrestato mentre scendeva dall’aereo proveniente da Istanbul. Nella circostanza il Maoloni si è arreso non opponendo resistenza e complimentandosi con le Forze dell’Ordine.

Le indagini dei Carabinieri hanno riscontrato che il Maoloni è considerato negli ambienti criminali come ottimo venditore di cocaina all’ingrosso, in confezioni da 1 Kg. Prima della faida lavorava con i Leonardi, da cui si riforniva di stupefacenti per fare i cosiddetti “passaggi di mano”.

Durante la faida, agli inizi del 2012, ha contatti con i fratelli Mincione, detti “Coppetta” e quindi faceva parte organicamente dei Leonardi per conto dei quali faceva da vedetta armata della “Vela celeste”, tornando successivamente ad occuparsi di stupefacenti affiliandosi alla Vanella Grassi facendo i “passaggi di mano” per conto di ACCURSO Umberto, attualmente uno dei latitanti più pericolosi.

Si occupava dello spaccio di cocaina con il metodo delle chiamate ai cellulari per le ordinazioni da parte dei privati nella 167, a Secondigliano e nella circonvallazione esterna di Napoli – SP1.

Il Maoloni era tra i principali soggetti che durante la faida di Scampia gli Abete Abbinante Notturno volevano uccidere poiché era responsabile di un grosso commercio di cocaina e pertanto arricchiva le casse della Vanella Grassi.

La progettazione dell’omicidio non si rivelò semplice e quindi il clan avversario decise di eliminare persone a lui vicine: Perrotta Mario, ucciso l’8 dicembre 2012, spacciatore per conto di Maoloni e Gargiulo Domenico detto sicc penniell, vittima illesa di più tentativi di omicidio, tra cui la circostanza in cui venne barbaramente ed erroneamente ucciso la vittima innocente Lino Romano, avvenuto a Marianella il 15 ottobre 2012.