La ribellione dandy del Napoli di Sarri

La ribellione dandy del Napoli di Sarri

“Hai il vestito strappato, la tua faccia è un casino.
Non sei mai soddisfatta, ma l’eccesso è la tua regola.
Hai corrente e filo elettrico,
Hai il tuo bel seguito di gente e un po’ della tua roba
E ci tieni a far sapere che sei una dandy”

 

Bene o male è la traduzione di una parte di Rebel Rebel di David Bowie. Sembra parlare di Napoli se ci pensate. Napoli è insoddisfatta ed eccessiva, elettrica ed orgogliosa. E’ una Napoli che da fastidio in tutto. Da fastidio nel modo di giocare, di imporsi e di dominare. Da fastidio nel modo di festeggiare. Del Napoli si critica tutto perché gli azzurri non possono andare sotto la curva, gli azzurri non possono salutare i tifosi, Sarri non può fumare e deve mettersi il vestito buono.

Attacchi continui, mirati, dalla stampa nazionale e locale. Il Napoli e Napoli fanno paura, perché non hanno bisogno del supporto di nessuno. Sono se stesse e vincono. Emblematica la foto di Piazza del Duomo a Milano vuota a Natale, ed il Lungomare in festa col Vesuvio sullo sfondo e con i marciapiedi che brulicano di turisti. Emblematica è la faccia sconsolata dei giocatori del Milan o del “Tifoso Educato” romano che dice di essere contrariato per quanto accade, in contrapposizione alla gioia del Napoli, rappresentata genuinamente da Chalobah: un africano cresciuto nella piovosa Inghilterra, che a Napoli gioca pochissimo ma si diverte come un matto.

 

Napoli è esattamente come la ribellione di David Bowie, è contro corrente, sempre e a prescindere. Napoli si critica da sola, ma guai a farsela toccare da qualcuno che abita sopra Terracina. Napoli è Napoli, non la si può capire, ci devi solo convivere.