Impiccato nel parco, c’è l’ombra della camorra. E spunta un macabro precedente

Impiccato nel parco, c’è l’ombra della camorra. E spunta un macabro precedente

Napoli. C’è l’ombra della camorra dietro il ritrovamento del cadavere trovato ieri impiccato ad un albero e con le mani legate all’interno del Parco dei Camaldoli. La scoperta è stata effettuata da alcune persone che erano andate lì per cercare funghi ma hanno invece effettuato la macabra scoperta. Un vero e proprio giallo, anche se l’ipotesi più proabile è quella dell’omicidio. Difficile, infatti, pensare ad un suicidio visto che le mani erano legate dietro alla schiena a doppio nodo. La vittima non è stata ancora dientificata, visto che il era in avanzato stato di decomposizione. Secondo una prima settimana si troverebbe lì da oltre una settimana.

Sul caso adesso indaga la Direzione Distrettuale Anatimafia. L’ipotesi al momento è infatti quella della “lupara bianca”: ovvero uccidere senza lasciare tracce, abbandonato il copro nelle campagne. Gli investigatori, come riporta Il Roma, hanno puntato la lente d’ingrandimento su alcuni clan, soprattutto dell’are nord: Polverino e Riccio di Marano; Vanella Grassi di Secondigliano, Abete-Abbinante-Notturno o Amato-Pagano (di Scampia e Melito), i Lo Russo di Miano o i Cimmino del Vomero. Insomma, un quadro ancora da decifrare ma la sensazione che dietro ci sia la mano della criminalità organizzata è molto forte.

Le speranze per l’identificazione sono adesso aggrappate a tracce come impronte o Dna. Complicatissimo arrivare a dare un nome al cadavere attraverso gli indumenti. Nulla di utile nemmeno tra le denunce di persone scomparse negli ultimi 10 giorni.  Si attende anche l’esito dell’autopsia.

C’è anche un macabro precedente: due anni fa, infatti, un uomo fu ritrovato morto in analoghe condizioni all’interno di un istituto scolastico abbandonato del Vomero. In quel caso si sarebbe trattato però di suicidio, anche se la dinamica non è ancora stata completamente accertata.

Tanti gli interrogativi nel giallo dei Camaldoli a cui gli investigatori stanno cercando di dare una risposta.

Facebook