I rapinatori di Giugliano come ‘O Track: “Facciamo un clan. Il puffo si è messo con i Paparella”

I rapinatori di Giugliano come ‘O Track: “Facciamo un clan. Il puffo si è messo con i Paparella”

Emergono ulteriori intercettazioni dall’inchiesta che ha incastrato i 19 rapinatori arrestati l’altro ieri dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe. Intercettazioni che mostrano le intenzioni criminali e le ambizioni di potere di alcuni dei componenti della banda.

E’ la sera tra il 28 e il 29 maggio. Carmine Cante, Vincenzo Nave e Antonio Fiorillo viaggiano su un’auto ambientalizzata lungo via De Gasperi, nelle strade del centro: sono alla ricerca di un’autovettura da rubare con cui mettere a segno altri colpi. Quando arrivano in via Fratelli Maristi, Vincenzo Nave lancia la sua proposta come fece il personaggio di ‘O Track nella serie di Gomorra: “Ragazzi, facciamo un clan”.

Cante, considerato dagli inquirenti “un ragazzo scaltro, avvezzo al reato e all’uso delle armi”, non se lo lascia ripetere due volte: “Basta che non ci dobbiamo buttare in mezzo alla strada (affiliarci a un gruppo, ndr), ma seriamente”.”Anche io l’ho pensato”, replica Nave. “Non voglio fare lo schiavo degli altri”, aggiunge Cante, intenzionato a conquistare il controllo de territorio senza sottostare ai diktat delle cosche.

Poi Nave comincia a parlare di soldi e di stipendi agli affiliati per persuadere l’altro a rivedere la sua posizione: “Ti danno 1500 euro al mese, quelli”. “Ma chi te li deve da’, Vince’?”, chiede sarcastico Cante. “Tanto sta prendendo, O Puffo, 1500 euro al mese, si è menato in mezzo alla strada”. “Che fa però?”. “Sta insieme ai Paparella (gruppo scissionista in guerra con i Mallardo, ndr). “Quanto prende?” domanda Cante con una punta di curiosità. “Per il momento 1500, poi gli hanno detto che se le cose migliorano, aumentano”.

A quel punto sembra che Nave valuti la possibilità di aggregarsi al gruppo dei “Paparella” e sfidare i Mallardo, tanto da dire: “Io se mi dovessi mettere con loro, sarei il primo a dire che dobbiamo caputare (uccidere, ndr) tutti quelli di Giugliano prima che capotano loro a noi. A partire da fuori con i mitra. Bam bam!”

Le ambizioni di potere si manifestano anche in un’intercettazione di qualche giorno prima. Il 22 maggio, poco dopo la rapina al Tabacchi di via San Vito, “Peccati Divini”. “”Hai mai visto romanzo criminale – chiede Cante a un altro componente, Salvatore Leoncino – tu sei uguale a Bufalo. Compriamo 30mila euro di droga e facciamo la guerra ai Giuglianesi”. Una frase detta forse per scherzo o sbruffoneria, ma che nasconde una precisa mentalità da parte dei tre rapinatori.

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