Hiltron Briganti stanchi e sottotono: la prima sconfitta costa la stagione

Hiltron Briganti stanchi e sottotono: la prima sconfitta costa la stagione

Gli Hiltron Briganti Napoli giocano la peggior partita della stagione, perdono 2-24 contro i Grifoni Perugia e dicono addio al campionato dopo una sola sconfitta. Sono i playoff, esserci arrivati imbattuti non conta più nulla, ogni partita fa storia a sé. E la storia di domenica racconta di Briganti stanchi, deconcentrati, che faticano a entrare in partita, che ogni tanto hanno qualche buona iniziativa subito vanificata da errori importanti. E una partita del genere non poteva bastare a battere i forti Grifoni Perugia, una formazione forte e organizzata che ha giocato la sua partita approfittando di ogni errore della squadra di casa. Cala quindi il sipario sul campionato dei Briganti, che devono ripartire dalla buona prova disputata nel girone per essere ancora più competitivi l’anno prossimo.

 

La cronaca della partita racconta di un buon primo drive offensivo giocato dai Grifoni, che riescono a mettere alle corde la difesa napoletana e a segnare grazie a una corsa del quarterback Freddini. Tocca ai Briganti in attacco, che inizialmente macinano yard e riescono a guadagnare terreno principalmente grazie al running back Lucarelli e a una buona ricezione del wide receiver De Martino. Il gioco di passaggio sembra funzionare e porta i Briganti sulle 2 yard avversarie, tuttavia il tutto viene vanificato da una buona azione difensiva dei Grifoni, che intercettano un altro lancio del quarterback Ciotola e riconquistano il possesso del pallone. La difesa partenopea, però, non lascia gioire per molto i Grifoni: messi in difficoltà, gli ospiti commettono fallo con un intentional grounding nella propria end zone e ciò vuol dire safety per i Briganti. Il punteggio si porta dunque sul 6-2.

 

Nel secondo quarto toccherebbe all’attacco tentare una reazione, tuttavia la formazione offensiva dei Briganti subisce uno dopo l’altro diversi infortuni cruciali: prima il centro Albo (che riuscirà comunque a concludere l’incontro), poi Ciotola, infine Lucarelli. Un lancio lungo di Ciotola per De Martino permette alla formazione di capitan De Angelis di tornare nella red zone avversaria, tuttavia la reazione dei Briganti si ferma lì: la difesa dei Grifoni riesce a spegnere le velleità dei padroni di casa, costringendoli a uscire dal campo. Subito dopo arriva la seconda doccia fredda: è ancora il quarterback Freddini, ancora su corsa, a sorprendere la difesa dei Briganti e a portarsi in end zone. La trasformazione da due punti stavolta riesce, il punteggio in chiusura di tempo si porta sul 14-2 per i Grifoni.

 

Solo una reazione incredibile potrebbe rimettere i Briganti in partita contro un avversario forte come i Grifoni. Ma la reazione, complice gli infortuni, non c’è: l’attacco è costretto a giocare con De Angelis in posizione di quarterback, mentre come running back – con Napolitano ancora infortunato fin dalla terza partita della stagione contro gli Eagles Salerno – entra il rookie Salvatore De Simone. Anche la difesa non se la passa meglio, con alcuni dei giocatori migliori (il defensive tackle Pace, i linebacker Bauduin e Diodato) che giocano acciaccati o addirittura infortunati. I Briganti, però, ci mettono il cuore. L’attacco ci prova fino all’ultimo, mentre la difesa non rende le cose facili all’attacco avversario che riesce a segnare il terzo touchdown solo con un lancio lunghissimo di Freddini per Ferrini che sorprende un po’ tutti. I conti, poi, vengono chiusi definitivamente da un field goal che sigilla il punteggio finale sul 24-2 per gli ospiti. Ed è game over.

 

I Briganti Napoli non sono morti. È questo il messaggio che la squadra ha voluto mandare quest’anno, quando molti davano la squadra per spacciata a inizio anno e poi come quarta classificata del girone B del campionato di III Divisione FIDAF. I Briganti hanno vinto quel girone battendo avversari forti e dimostrando che il cuore della squadra batte ancora, più forte che mai. Sono stati commessi tanti errori, tuttavia il team non può far altro che fare tesoro dell’esperienza di un anno certamente positivo per ripartire ancora più forte e convinto l’anno prossimo. È necessario ripartire dai tanti giocatori al primo anno che nei mesi invernali sono cresciuti tanto da riuscire a disputare con successo il campionato, dalla leva giovanile, dalla nuova leva che continua a crescere con successo e che non vede l’ora di far parte della prima squadra e di indossare la maglia dei Briganti. Il progetto dei Briganti continua. E non ha nessuna intenzione di fermarsi.