Guerra tra clan nell’area nord, raffica di perqusizioni e controlli: sequestrasto arsenale della camorra

Guerra tra clan nell’area nord, raffica di perqusizioni e controlli: sequestrasto arsenale della camorra

Area Nord. Dopo le sparatorie nel rione Don Guanella degli ultimi giorni, i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno predisposto un servizio ad alto impatto con perquisizioni per blocchi di edificio. Nello specifico, i carabinieri del nucleo operativo Vomero e della stazione di Marianella insieme a personale della squadra mobile di Napoli e con il supporto del nucleo elicotteri di Pontecagnano e del nucleo cinofili di Sarno, hanno effettuato 60 perquisizioni domiciliari, controllando 250 persone e decine di autovetture.

Le attività si sono concentrate nelle abitazioni di pregiudicati e negli ambienti comuni, e proprio in ambienti comuni è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale. In una palazzina di via Don Guanella, a Scampia, le perquisizioni hanno dato buoni frutti: sul tetto e nelle pertinenze di un condominio i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 1 fucile a canne mozze calibro 12, un revolver con matricola abrasa, una pistola calibro 7,62 con 7 cartucce nel caricatore, altra pistola calibro 7,62 con 4 cartucce nel caricatore, una semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa, un giubbotto antiproiettile e una casacca simile a quelle in uso alle forze dell’ordine.

Nel corso delle perquisizioni sono inoltre scattate 4 denunce per possesso illegale di armi: una 75enne, una 45enne, un 45enne e un 27enne già noto alle forze dell’ordine, tutti di via Pietro Gobetti, nascondevano in casa una pistola lanciarazzi calibro 22, 121 proiettili calibro 9, 7.65, 7.62×25, 12, 38 special e calibro 9. È stato altresì scoperto e sequestrato un articolato sistema di videosorveglianza composto da telecamere e microcamere, installato per tenere sotto controllo l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Immediate indagini hanno consentito di accertare che il materiale sottoposto a sequestro è riconducibile a un gruppo camorristico operante nella zona, in contrasto con il clan Lo Russo. Le armi verranno sottoposte ad accertamenti balistici dal Ra.Cis. di Roma.

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