Giugliano. Sei anni fa moriva Giovanni Pennacchio, capostipite della paranza dei “Mezzone”

Giugliano. Sei anni fa moriva Giovanni Pennacchio, capostipite della paranza dei “Mezzone”

Giugliano. Sono trascorsi sei anni da quel terribile incidente in cui Giovanni Pennacchio, capostipite della paranza “Mezzone”, perse la vita. Aveva 61 anni quando il giuglianese rimase ucciso sull’autostrada A3 Salerno Reggio Calabria nei pressi dell’uscita di Montalto Uffugo. Giovanni in quell’occasione salvò delle vite umane mentre era a bordo del suo camion. Un incidente a catena, senza pensarci su, Giovanni scese dal camion per soccorrere vite umane. Un atto d’amore e di coraggio che però lo portò ad una tragica fine.

Ma il 61enne era ed è ancora tutt’oggi, conosciuto come il capo della storica paranza della tamorriata giuglianese “Mezzone”, che da generazioni, organizza meravigliosi carri allegorici in onore ai festeggiamenti della Madonna dell’Arco e per la Pasqua.

Quell’anno in cui perse la vita Giovanni non si tennero i soliti festeggiamenti. E proprio come nel 2009 anche quest’anno, il Lunedì in albis, cadrà lo stesso giorno del tragico incidente. In occasione di questa ricorrenza i festeggiamenti previsti per il 2015 saranno dedicati ad una figura importante quale Giovanni Pennacchio.

Figli e nipoti, ancora portano alta la tradizione giuglianese della tammurriata e del siscariello e si s’impegnano, proprio come Giovanni a non far mai dimenticare al popolo giuglianese le proprie radici. Nel sesto anniversario della morte di un uomo che tanto ha fatto per la tradizione di questa città, è giusto ricordarlo e celebrare il suo grande atto eroico e di coraggio.