Giugliano. Referendum riforma costituzionale, maggioranza e opposizione spaccate sul voto

Giugliano. Referendum riforma costituzionale, maggioranza e opposizione spaccate sul voto

E’ forse questo un appuntamento in cui si evidenzia quanto sia variegata la maggioranza Poziello ma anche l’opposizione. Posizioni completamente divise da un lato e dall’altro emergono riguardo il referendum sulla riforma costituzionale. Maggioranza e opposizione sono infatti spaccate: in entrambe le divisioni propende però il No.

Tra i consiglieri che sostengono il sindaco in pochi voteranno Sì al referendum del prossimo 4 dicembre. Favorevoli per adesso alla riforma Aniello Cecere, Giovanni Russo. “C’è bisogno di cambiamento – dice Cecere – non è possibile continuare su questa strada. Non bisogna cambiare tutta la Costituzione ma dei parametri sì in rapporto alle esigenze che sono mutate”. “E l’occasione per fare delle modifiche – dice Russo – è un’opportunità che deve essere sfruttata. E’ migliorabile ma è il caso di farla passare nulla vieta ai posteri di poterla migliorare”.

Contrari invece alla riforma Paolo Liccardo, Andrea Guarino, Cristoforo Tartarone, Rosario Ragosta. Proprio Udc e Ragosta hanno costituito un comitato per il No con il centrodestra presente in consiglio che sarà presentato domani ufficialmente. “E’ una legge mascherata per blindare Renzi – spiega Ragosta – La costituzione si può cambiare ma con altre regole più chiare per i cittadini”. La battaglia per il No sarà portata avanti anche dagli esponenti di minoranza Alfonso Sequino, Anna Russo, Francesco Aprovitola, Luigi Guarino, Vincenzo Basile oltre che dal movimento 5 stelle.

Ancora indecisi Giuseppe Di Girolamo, Agostino Palumbo e Francesco Iovinella. Altri No invece nel Nuovo centro destra. “Voto no non perché la modifica non sia interessante – dice Carlea – ho paura che nell’atto della rimoduzlazione ci inseriscano qualcosa che sia contro i cittadini”.

Nelle fila dell’opposizione c’è invece qualche sì e viene da esponenti del partito democratico. Convinto della necessità di questa riforma Nicola Pirozzi. “Sia perché insegno diritto e perché ho condiviso la riforma costituzionale voterò senz’altro sì” dice il capogruppo dem. Orientato al sì ma non ancora del tutto convinto Adriano Castaldo.

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