Giugliano, Qualiano, Marano e Mugnano: tutte le azioni del gruppo NFO. VIDEO

Giugliano, Qualiano, Marano e Mugnano: tutte le azioni del gruppo NFO. VIDEO

Almeno sette le azioni sovversive messe a segno dal gruppo NFO smantellato questa mattina da un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Giugliano. Gli episodi partono dall’estate 2015. Bombe esplosive, scritte intimidatorie e minacce indirizzate ai politici e alle amministrazioni di Giugliano, Mugnano, Qualiano, Villaricca e Marano.

  • 16 luglio 2015 : scritte intimidatorie davanti la sala consiliare a Mugnano. Scritta sul muro: “A voi politicanti il nostro disprezzo”.
  • 7 agosto 2015: scritte fuori al muro di Palazzo Baronale Villaricca, a cui però non seguì nessuna rivendicazione.
  • 12 agosto 2015: nuova scritta a piazza del Popolo Qualiano: “Clientelismo e corruzione verranno puniti con il piombo”.
  • pochi giorni dopo: la NFO torna a colpire per ben due volte. “Colpirne uno per educarne cento” ritorna sia sul primo luogo di ritrovamento a Mugnano sia su una parete del Palazzo Baronale.
  • 2 settembre 2015: minacce a Carlo Albanese, componente dello staff del sindaco di Mugnano, e all’assessore ai lavori pubblici Raffaele Cacciapuoti. La sigla torna a parlare di connivenze camorra e politica locale.
  • 4 maggio 2016: deflagrazioni nei pressi dell’ospedale Giugliano a due passi dalla sede di Equitalia. La deflagrazione mandò in frantumi alcuni vetri della struttura e divelto una porta. Il tutto è successo a meno di tre metri da una delle due telecamere del sistema di videosorveglianza della filiale.
  • Nel mirino sono così finiti in meno di un anno l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Villaricca Raffaele Cacciapuoti, l’ex dirigente della Sagi, Carlo Albanese. A Giugliano, invece, il 5 ottobre 2015, la scritta è apparsa su una parete di piazza Municipio. Era rivolta al primo cittadino Antonio Poziello: «Sindaco impara che la P38 spara».
  • 6 gennaio 2016: furono esplosi alcuni colpi di pistola contro l’ingresso del Comune di Qualiano. Furono rinvenuti due bossoli esplosi da una pistola semiautomatica, azione che fu rivendicata dalla sigla «NFO».