Giugliano. Lei 38, lui 18: finiscono su Rai Uno. La riflessione di Don Francesco Riccio

Giugliano. Lei 38, lui 18: finiscono su Rai Uno. La riflessione di Don Francesco Riccio

Giugliano. Lei 38, lui 18: finiscono su Rai Uno. Oggi la storia della coppia di Giugliano è finita infatti sulla rete televisiva nazionale. Il caso dell’amore senza età tra Marianna Tartarone e Giampaolo Russo fece già discutere qualche mese fa con l’annuncio delle nozze che si sono tenute lo scorso dicembre.

Adesso don Francesco Riccio ha pubblicato un pensiero dopo la trasmissione Rai. “Io mammt e tu. É il caso di dirlo. Due donne amiche, giovani, ma di quelle vite in cui si cresce in fretta. – ha scritto Don Fancesco in un post su facebook – Una ha un figlio diciottenne o quasi e l’altra due figlie. Frequenta oggi e frequenta domani si instaurano amicizie. Immagini che tra i figli delle amiche nasca un Amore? Eh no, o meglio, si. L’amore a nascere nasce, ma nasce tra il quasi diciottenne e l’amica di mamma. Contrasti tra famiglie, si immaginano i toni, ma poi succede qualcosa che calma tutti. Lui coraggioso chiama la mamma per dirgli che è pronto per sposarsi, dopo pochi mesi di conoscenza, anche perché c è un bimbo in arrivo. La mamma reagisce male e il figlio là matte di fronte ad una questione che porta la mamma ad una seria riflessione sull’amore, la vita e la morte.”

“Una riflessione – aggiunge – che dura pochi istanti ma che cambia la vita per sempre. Finalmente la mamma accetta la situazione è va a raccontarla in TV. Cosa gli ha detto sto figlio per convincerla? Che siamo di fronte ad un amore vero, epico? Avrà raccontato a sta mamma riluttante che Si stava mettendo tra uno degli amori che l’umanità avrebbe ricordato per sempre subito dopo giulietta e romeo? No il ragazzo dice alla mamma: e se mi fossi buttato sotto un treno invece di decidere di sposarmi? La cosa gela il ghiaccio nelle vene a mammá, la quale subito riceve l’illuminazione, esce da casa e va incontro al figlio lo abbraccia bacia e accompagna all’altare. Cosa capisco dalla storia? Che sicuramente tutti, conduttrice compresa, sono certi di trovarsi di fronte ad una storia segno a tal punto che deve essere raccontata in TV. Sono certo che spesso tra un gelato a frutta e uno a cioccolata c’è anche la possibilità di mangiare una braciola di maiale, peccato che non è nel banco frigo del gelatiere. Sono certo che se il treno parla di una morte coraggiosa ma veloce, questo matrimonio gia porta in se qualcosa che è un’ alternativa alla morte rapida e cioè il lento morire in un matrimonio sbagliato, fatto sta che le due morti, o la morte è il matrimonio vengono equiparati nello sceglie il male minore.

“E poi ancora una volta c’è lei la TV cattiva che propone il peggio. La TV di Rai uno delle cinque del sabato pomeriggio che mette una signora con maglione ampio e comodo a presentare e che pensa di poter propinare il peggio di sempre, Parliamone. Parliamo di un qualunquismo che più dannoso non si può, perché come ha tenuto a replicare la signora Paola Perego, a chi qualche perplessità la poneva su tutto ciò, che per lei amore è amore a tutte le età,tra tutti i sessi e colori e che nessuno si deve intromettere. Nasce così il materiale per altre puntate infinite, dove poi tutti ci si intromette, quando queste storie rivelano che d’amore c era poco più che un miraggio e altre tensioni e sentimenti hanno portato a costruire qualcosa di diverso da un rapporto e un matrimonio.; ha costruito binari possibili dove attendere morti certe, se non fisiche ma sicuramente morti interiori.”

“Cara Perego la questione è una sola o meglio sono due che hanno gli stessi principi. Nella storia raccontata ci sono troppi bambini e nessun adulto e ahimè quest’altro in arrivo non sarà la risoluzione che farà tutti felici. Altra questione – conclude Don Francesco Riccio – è che in questa TV non ci sono adulti per parlare di cose importanti come l’amore, il matrimonio, ma donnette di cortile che tra urla, pianti e esuberanza di essere apparsi in TV, rappresentano tutto il peggio che c’è, non tutto quello che c’è, ribadisco, ma tutto il peggio che c’è, giustificano tutto il peggio. Parliamone, Parliamo e? Ma anche no!”