Giugliano, intervista all’imprenditore antiracket Luigi Leonardi: “Mi manca la quotidianità”

Giugliano, intervista all’imprenditore antiracket Luigi Leonardi: “Mi manca la quotidianità”

Nonostante tutto quello che ha subito, ritornare nella sua terra è sempre un’emozione. Luigi Leonardi, imprenditore napoletano, oggi sotto scorta per aver denunciato i camorristi che gli hanno chiesto il pizzo per quelle fabbriche di impianti di illuminazione presenti sulla circumvallazione a Melito e i negozi distribuiti nell’area nord, era presente all’assemblea anticamorra. Chi meglio di lui, quale migliore testimonianza nel contrasto alla criminalità organizzata. Dopo il rifiuto all’imposizione del racket, Luigi è stato sequestrato e tenuto per 24 ore prigioniero nelle case celesti di Secondigliano. In quelle ore lo hanno minacciato di morte pensando che quella “lezione” gli fosse servita. Luigi però non ha ceduto. Oggi vive sotto scorta, lontano dalla sua famiglia in una località segreta e porta la sua testimonianza senza però chiedere atti di eroismo.

Luigi nel corso del suo intervento ha raccontato poi un aneddoto sul clan Mallardo.