Giugliano. Corso Campano deserto, l’ira dei commercianti: “Siete ridicoli”

Giugliano. Corso Campano deserto, l’ira dei commercianti: “Siete ridicoli”

Giugliano. Ira dei commercianti del Corso Campano a Giugliano.  Carmine Cante del Gran Caffè scrive:  “Qua bisogna fare qualcosa. Non solo per la Ztl ma proprio il paese si sta spegnendo; mattina, pomeriggio e sera è sempre la stessa musica. Non c’è nessuno per strada, la gente è stufa di venire al corso e trovare solo bambini anziani e extracomunitari. È uno schifo totale: mio fratello di 14 anni il fine settimana va ad Aversa perché ha capito che questo paese non offre niente quindi a Giugliano rimangono solo i bambini, figli di nessuno che rubano e sbraitano e non portano niente di buono. Tutte le famiglie,  ragazzi,  coppie e bambini  per bene vanno altrove e noi ci becchiano solo piccola spazzatura che cresce.  Mi dispiace ma questo paese è morto”.
“Lo fanno semplicemente perché secondo qualcuno l’isola pedonale è sintomo di civiltà. Assurdo” , questo scrive un altro commerciante il proprietario di Toy Girl.

Rosario Porcaro vicepresidente della Coigiass ha dichiarato:  “È palese che quanto fatto finora insieme commercianti e e associazioni pare sia stato vano, in questo momento il centro ha bisogno di essere rianimato sicuramente, ovviamente, non lo può fare solo la Coigiass, ci sarebbe bisogno di una forte mano dell’amministrazione. Si dovrebbero organizzare degli eventi “light”, cioè dare piccole offerte di intrattenimento che facciano trascorrere due ore in armonia a chi passeggia. Far riversare il cittadino in strada con temi diversi, anche a seconda delle stagioni”

Andrea Pianese, presidente dell’Ascom, dichiara: “Non possiamo prendercela con l’isola pedonale, soprattutto in una giornata fredda come quella di oggi. Il problema non è l’isola pedonale, deve passare del tempo, c’è bisogno di investire creando eventi, e ciò dipende soprattutto dall’amministrazione. Tutto va considerato in funzione delle belle giornate. La situazione non migliora postando foto e “sparando su se stessi”.