Giugliano, circumvallazione strada della morte. La gente: “Si faccia qualcosa”

Giugliano, circumvallazione strada della morte. La gente: “Si faccia qualcosa”

Giugliano. Si sussegono di mese in mese i morti sulla circumvallazione esterna di Giugliano, tratto via San Francesco a Patria. Un lento stillicidio che chiama in causa la sicurezza stradale e le istituzioni. La morte di Giovanni Cappabianca è soltanto l’ultima in ordine di tempo, ma non la prima (LEGGI ).

I tratti “caldi” della circumvallazione esterna che porta a Lago Patria sono i soliti. Una lunga lingua d’asfalto, senza curve e senza corsie di emergenza, su cui confluiscono a folle velocità centinaia di autovetture. Lo scorso 6 aprile, al’altezza del My Toy, prima dell’inizio della Domitiana, trovarono la morte due centauri: Mario Muzzillo, 26 anni di Giugliano, impiegato alla gelateria Gele’ di Corso Campano, e Pasquale Caterino, 43 anni, deceduto pochi giorni dopo in ospedale.

Lo scorso 6 febbraio è toccato invece a un camionista melitese di 48 anni, ribaltatosi col suo autocarro dopo uno scontro con un autovettura, sempre all’altezza di Torre Carinati, dove ha trovato la morte lo stesso Giovanni Cappabianca di Santa Maria Capua Vetere.

Sempre lungo quel tratto trovò la morte Giuseppe Maisto, 34 anni, deceduto il 18 agosto dopo aver trascorso alcuni giorni di coma al San Giuliano. Giuseppe cadde insieme al fratello a bordo di uno scooter di grossa cilindrata all’altezza del distributore di benzina, nei pressi del Gloria. Per una manovra azzardata di un automobilista, si sarebbero schiantati contro un palo.

Quattro anni fa, invece, nel novembre del 2012, vittima della circumvallazione esterna fu Raffaele Aprovitola, 46 anni, proprietario di un noto bar di Villaricca e fratello del noto consigliere comunale Giuseppe. In quel caso, letale, a quanto pare, fu una distrazione o una manovra azzardata: la Mercedes su cui viaggiava l’uomo si sarebbe scontrata con un’altra autovettura.

Da anni i residenti chiedono maggiori controlli e interventi da parte delle istituzioni. In particolare l’installazione di un sistema di tutor o di autovelox che funga da deterrente a chi ha l’acceleratore “facile”, o l’introduzione di corsie di emergenza che possano favorire i soccorsi lungo quel tratto di via San Francesco a Patria. Per ora, però, tutti gli appelli sono caduti nel vuoto. La circumvallazione esterna continua a seminare morti.