Giugliano, 5mila euro per “gli amici delle palazzine”. Così Nellino taglieggiava i commercianti

Giugliano, 5mila euro per “gli amici delle palazzine”. Così Nellino taglieggiava i commercianti

Colpo agli scissionisti del clan Mallardo. Nel blitz di ieri pomeriggio eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura di Napoli -Direzione Distrettuale Antimafia-, nei confronti di tre soggetti, gravemente indiziati di un tentativo di estorsione aggravata ai danni del titolare di un esercizio commerciale di Giugliano. Si tratta di Aniello Di Biase detto Nello ‘Paparella’, figlio del ras scomparso Michele, Domenico Smarrazzo detto ‘Scè Scè’, classe ’68, e Vincenzo Micillo, classe ’82.

Il provvedimento è stato eseguito dalla Compagnia Carabinieri di Giugliano in Campania, guidati dal capitano Antonio De Lise, cui sono state delegate le investigazioni. Il tentativo di estorsione accertato nel corso delle indagini è stato commesso dapprima richiedendo alla vittima, proprietaria di un supermercato, il pagamento della somma di denaro di 5mila euro per gli “amici delle palazzine”, e successivamente, al rifiuto della persona offesa, nel condurre la stessa direttamente al cospetto di Aniello Di Biase, indicato quale capo della fazione del clan Mallardo denominata gruppo delle palazzine.

La richiesta estorsiva era stata avanzata una prima volta da Enis Mahmoudi, giovane ventiduenne ritenuto affiliato al gruppo delle palazzine, ucciso lo scorso 21 luglio a seguito di un agguato in via Colonne di chiara matrice camorristica, nel corso del quale veniva attinto da numerosi colpi di arma da fuoco. Successivamente la richiesta estorsiva era stata reiterata dai soggetti fermati e dallo stesso Aniello Di Biase, all’interno della cui abitazione era stata condotta la vittima.

La vicenda estorsiva accertata si inquadra nelle dinamiche criminali che caratterizzano attualmente il territorio di Giugliano in Campania. Il territorio giuglianese infatti negli ultimi tempi è stato teatro di gravi fatti di sangue e agguati di chiaro stampo camorristico, che documentano l’esistenza di uno scontro armato tuttora in atto tra contrapposte fazioni del clan Mallardo.

L’analisi dei recenti fatti di sangue induce a ritenere che all’interno del clan Mallardo si sia verificata una scissione – come sottolineano anche gli invesigatori – ad opera di un gruppo di soggetti legati a Gennaro Catuogno detto ‘o Scoiattolo, storico affiliato al clan Mallardo, e Aniello Di Biase, figlio di Michele Di Biase detto Paparella. Tale gruppo di soggetti ha stabilito la propria roccaforte all’interno delle cosiddette palazzine di via Montessori a Giugliano in Campania ed è pertanto denominato “gruppo delle palazzine”. Adesso i tre fermati sono in carcere in attesa dell’udienza di convalida.