Faida alla Sanità, svolta per il duplice omicidio Scarallo-Daniele: 4 arresti

Faida alla Sanità, svolta per il duplice omicidio Scarallo-Daniele: 4 arresti

Napoli. Duplice omicidio della faida, svolta nelle indagini. Stamani la Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di esponenti del clan camorristico dei “Torino” , ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di duplice omicidio premeditato, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, delitti tutti aggravati metodo mafioso.

Le indagini, che si cone avvalse del contributo dichiarativo di numerosi collaboratori di giustizia, hanno ricostruito ii contesto criminale in cui è maturato il duplice omicidio di Ciro Scarallo e Ciro Daniele, contigui al clan camorristico “Misso”, consumato il primo dicembre 2006. Nella circostanza, Scarallo Ciro e Daniele Ciro furono sorpresi dai sicari nel quartiere Sanità mentre viaggiavano a bordo di uno scooter. Scarallo morì sul colpo, mentre Daniele, a causa delle ferite riportate nell’agguato, perse la vita in ospedale il 7 Dicembre 2005.

Il grave episodio criminale si inquadra nella violenta faida esistente all’epoca dei fatti nel quartiere Sanità, dove si contendevano il controllo del territorio e gli ingenti introiti delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti le famiglie Torino e Misso. Più in particolare, in tale complesso scenario criminale, il duplice omicidio in argomento rappresenta la riposta diretta del clan Torino all’omicidio di Colucci Antonio, consumato da esponenti del clan Misso il 29.11.2005, sempre nel quartiere Sanità, e l’inizio di una fase cruenta dello scontro, che fece registrare numerosi altri omicidi nella zona.

Accertato il ruolo dei destinatari della misura cautelare con l’identificazione dei mandanti (Torino Salvatore, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari), degli esecutori materiali (Di Febbraro Nicola e Torino Nicola, figlio di Salvatore), mentre a Sequino Nicola, appartenente all’omonima famiglia criminale, all’epoca alleata ai Torino, è contestato il reato di detenzione illegale della pistola calibro 45, di illecita provenienza e matricola abrasa, da lui consegnata agli esecutori materiali del delitto. Il provvedimento restrittivo è stato notificato nelle case circondariali dove tutti i destinatari sono detenuti per altra causa.

I nomi: Nicola Di Febbraro, classe ’68; Nicola Tornio, classe ’80; Nicola Sequino, del ’69; Salvatore Torino, del ’55, 

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