Ercolano, i rapinatori uccisi dal gioielliere avevano dei complici: presi. Tra questi una donna

Ercolano, i rapinatori uccisi dal gioielliere avevano dei complici: presi. Tra questi una donna

Ercolano. Nella mattinata del 10 novembre scorso, i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno eseguito decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli VII Sezione nei confronti di tre indagati Corvo Antonio, Esposito Addolorata e Labagnara Ernesto (quest’ultimo è irreperibile) ritenuti responsabili, in concorso, della rapina commessa a Ercolano il 07.10.2015 ai danni del gioielliere Castaldo Giuseppe, durante la quale sono rimasti uccisi, a seguito della reazione armata di quest’ultimo, i rapinatori Tedeschi Luigi e Petrone Bruno.

Le indagini, sviluppate attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, l’esame dei tabulati delle utenze trovate in possesso ai rapinatori deceduti e le intercettazioni telefoniche, hanno consentito di accertare e documentare la responsabilità degli indagati, pregiudicati anche per reati specifici, i quali hanno contribuito fattivamente nelle fasi preparatorie della rapina.

In particolare: uno di essi ha accompagnato Petrone Bruno a Ercolano, conducendolo all’incontro preparatorio della rapina; un altro ha incontrato in quello stesso comune Tedeschi Luigi e Petrone Bruno poco prima della rapina, fornendo loro informazioni ed organizzandone la successiva azione; un terzo, operando all’interno dell’istituto di credito, ha monitorato il gioielliere mentre prelevava la somma contante di e 5.000, per poi segnalarne l’uscita agli esecutori materiali della rapina.

Il Gip presso il Tribunale di Napoli ieri 12 novembre, all’esito dell’udienza di convalida, ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Corvo Antonio, e la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Esposito Addolorata ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza accogliendo tou prospettazione accusatoria.