Equitalia chiude, ecco da quando

Equitalia chiude, ecco da quando

Chiude Equitalia. Al sud come al nord. E’ questa la clamorosa svolta decisa dal governo Renzi. “La chiusura di Equitalia non porterà la rottamazione delle cartelle, ma non si pagheranno gli smisurati interessi e le more che erano nella filosofia di Equitalia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa al termine del consiglio dei Ministri che ha dato il via libera alla legge di Bilancio.

“Il modello con cui Equitalia si è diffusa e sviluppata – ha aggiunto Renzi – è stato inutilmente polemico, vessatorio nei confronti dei cittadini. Chiudere Equitalia significa chiudere con quel modello lì, significa che quando non paghi una tassa ti arriva un sms (Se Mi Scordo). Il percorso di chiusura di Equitalia – ha precisato il premier – richiederà 6 mesi, «ma permette di dire: chiudiamo il passato, le multe si pagano, ma senza gli interessi vessatori che ci sono stati in passato“.

Quando chiude Equitalia, dunque? Il primo giugno, dopo dieci anni di attività non proprio felice, l’odiosa società chiuderà i battenti. La riscossione delle tasse sarà affidata all’Agenzia delle entrate e si cambierà registro. Addio fisco vorace, addio cartelle esattoriali che lievitano a vista d’occhio caricando i contribuenti di oneri sempre più spesso impossibili da sopportare. Un cambio di passo netto, insomma, che il governo intende anticipare da subito accompagnando il funerale di Equitalia con la rottamazione delle vecchie cartelle esattoriali.

Col decreto collegato alla Legge di bilancio approvato ieri i contribuenti avranno un anno di tempo per sanare la loro situazione. Ma le loro pendenze col Fisco verranno alleggerite in maniera significativa: nessuno sconto sull’importo delle tasse accertate o delle multe, «quelle si pagano punto e basta» ha rimarcato ieri il premier; così come dovranno essere corrisposti gli interessi sui ritardati pagamenti e l’aggio. Di contro, però, non si dovranno più versare né le sanzioni amministrative, né gli interessi di mora. Due voci che più delle altre hanno un effetto moltiplicatore degli importi accertati sino al punto da far raddoppiare o triplicare le somme da versare.