Duplice omicidio a Melito, l’ipotesi: il raid durante un summit per un carico di droga sparito

Duplice omicidio a Melito, l’ipotesi: il raid durante un summit per un carico di droga sparito

Adesso c’è da capire il motivo del raid di morte e soprattutto chi sono i killer entrati in azione nel regno degli Amato-Pagano. Proseguono senza sosta le indagini sulla carneficina nell’appartamento del “parco Padre Pio” di via Giulio Cesare. Probabilmente in quell’abitazione si stava svolgendo un summit tra narcos per discutere di affari. Il clima era già teso, però, e non tutto sarebbe andato per il giusto verso: qualcuno dopo aver bussato alla porta sarebbe entrato con una pistola. Lì sarebbero stati colpiti a morte Alessandro Lapertura, giovane di Afragola, e Mohamed Nuovo, marocchino residente a Melito proprio nella casa dell’agguato. Entrambi sono ritenuti legati agli Scissionisti melitesi. Il primo è morto subito, mentre l’altro dopo il ricovero in ospedale.

Il minorenne sarebbe stato invece ferito per sbaglio, colpito forse da un colpo di rimbalzo. Il 16enne D.A. infatti, figlio e nipote di pezzi da novanta protagonisti della prima faida di Scampia, si sarebbe trovato nel posto sbagliato, una riunione tra grandi alla quale si sentiva in dovere di partecipare da vero e proprio baby-boss. Ai carabinieri che l’hanno interrogato in ospedale ha detto di essere stato vittima di un incidente. Ipotesi ovviamente non credibile.

La pista più accreditata al momento potrebbe essere quella di un regolamento di conti interno, la punizione per uno sgarro imperdonabile: un grosso quantitativo di cocaina sparito. L’altra pista – non ancora esclusa – è quella di un’offensiva da parte di clan rivali. Potrebbero essere stati gli Abete-Abbinante-Notturno, altro cartello scissionista con base a Scampia, i Vanella-Grassi, attivi tra Secondigliano-San Pietro a Patierno e consideranti al momento i signori della droga di Napoli Nord, oppure i Di Lauro, cosca storica mai scomparsa del tutto e che si starebbe riorganizzando.

I militari dell’Arma della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, hanno eseguito gli esami dello Stub sulle vittime ma anche su un’altra decina di pregiudicati del posto. Ieri, inoltre, i carabinieri hanno sequestrato 2 pistole con munizioni nella piazza di spaccio del Parco Monaco. L’attenzione delle forze dell’ordine resta dunque altissima per cercare di fermare questa nuova faida di camorra.