Droga a Napoli e Caserta con il metodo degli ovuli ingeriti: 12 arresti

Droga a Napoli e Caserta con il metodo degli ovuli ingeriti: 12 arresti

I carabinieri dei Comandi provinciali di Cagliari, Oristano e Caserta e del Reparto territoriale di Olbia hanno eseguito 12 ordini di carcerazione per esecuzione pena a carico di altrettante persone coinvolte nella “Operazione Porsea” che nel 2012 permise di sgominare una organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Ieri la Corte di Cassazione ha, infatti, respinto i ricorsi presentati dai destinatari dei provvedimenti di carcerazione contro le condanne di secondo grado, che ora sono diventate esecutive.

I provvedimenti sono stati eseguiti a Cagliari, Olbia, Terralba e Caserta anche con l’ausilio di unità cinofile. Alcuni sono stati notificati ai destinatari già in stato di detenzione in carcere o ai domiciliari. L’indagine del Comando provinciale di Oristano aveva accertato l’esistenza di una associazione a delinquere che operava fra la Campania, la Sardegna e la Liguria e aveva permesso di sequestrare vari chilogrammi di eroina e cocaina e diverse decine di migliaia di euro in contanti. Per il trasporto della droga veniva utilizzato il metodo degli ovuli ingeriti dai corrieri.

FRA 12 ARRESTATI OLIMPIONICO KENIOTA – La Corte di Cassazione ha riaperto le porte del carcere per 12 persone, un keniano, una nigeriana, una lituana e nove italiani, riconosciute colpevoli in via definitiva di aver fatto parte di una organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti sgominata nel 2012 dai carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Oristano nell’ambito di una indagine avviata qualche anno prima denominata Operazione Porsea. Gli ordini di carcerazione per espiazione pena sono stati eseguiti questa mattina dai carabinieri fra Cagliari, Olbia, Terralba e Caserta.

TUTTI I NOMI – Dietro le sbarre sono finiti il keniano Ahmed Bilali, di 54 anni, attualmente ospite di una comunità terapeutica a Olbia (pena residua 20 anni) già olimpionico di pugilato, Pinello Sorgia, di 70, di Terralba (quattro anni), Romina Sorgia, di 45, di Terralba (13 anni e cinque mesi), Armando Mura, di 60, di Cagliari (sette anni e nove mesi), Cristian Pireddu, di 22, di Cagliari (nove anni), Paolo Mascia, di 42, di Monserrato (sei anni e nove mesi), Gladys Obameda, di 43, nigeriana residente a Selargius (quattro anni e tre mesi), Pasquale Manca, di 33, di Monserrato (quattro anni e 11 mesi), Emiliano Moi, di 33, di Quartu (tre anni), Irina Tureckaja, di 31, lituana residente a Quartu (cinque anni e quattro mesi), Fabrizio Sabiu, di 47, di Monserrato (cinque anni e 11 mesi), e Giuseppina Balsamo, di 42, di Castel Volturno (tre anni e quattro mesi). Le indagini avevano accertato che la droga, eroina e cocaina, partiva dal Sudamerica e arrivava in Italia passando dall’Inghilterra e dall’Olanda. Dalla penisola poi arrivava in Sardegna con la tecnica degli ovuli ingeriti dai corrieri. Uno di questi, il keniano Bilali, arrestato nel 2008 ad Arborea con un centinaio di ovuli in pancia, era stato medaglia di bronzo di pugilato alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984.

fonte: Ansa