De Luca indagato per voto di scambio

De Luca indagato per voto di scambio

De Luca indagato per voto di scambio. Quelle dichiarazioni di Vincenzo De Luca a pochi giorni dal referendum non passarono inosservate tra cittadini e politici e neppure alla magistratura. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo su quelle parole dette dal governatore nel corso di un incontro con gli amministratori locali dove chiedeva di far votare sì al referendum.

C’è infatti una ipotesi di reato: istigazione al voto di scambio. E proprio su quell’incontro la Procura vuole vederci chiaro. “Mandatemi un fax con numeri realistici dei voti per il Sì. Fate il porta a porta“, aveva detto il presidente alla platea riunita all’hotel Ramada il 15 novembre scorso. Ma la frase più celebre sulla quale si sono scatenate le polemiche maggiori è stata quella sulla clientela “fate una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda” disse rivolgendosi al primo cittadino di Agropoli Franco Alfieri, indagato per corruzione nel 2015.

Il pm ha iscritto il fascicolo con l’ipotesi di istigazione al voto di scambio per Vincenzo De Luca. Ieri è stato ascoltato già il primo testimone, il giornalista Paolo Russo, portavoce del governatore che era al suo fianco durante la riunione. Altri saranno convocati nei prossimi giorni, a cominciare presumibilmente da uno dei figli di De Luca, Piero, coordinatore regionale dei comitati per il Sì al referendum. Dunque la posizione del presidente della Regione è al vaglio dei magistrati, che lo hanno iscritto, come atto dovuto, nel registro degli indagati.

L’obiettivo è verificare se all’ombra di quell’incontro si possa essere configurata una violazione delle normative a tutela del voto. E questo non solo per quella esortazione rivolta ad Alfieri, invitato a portare alle urne i suoi concittadini, “offri una frittura di pesce, portali sulle barche, ai come vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”, ma anche per quel riferimento ai “fax con numeri realistici” chiesti ai sindaci presenti in platea che secondo quanto emerso dalle prime verifiche, non sono stati mai inviati.

Della vicenda se n’è parlato anche ieri nel consiglio regionale dove era in discussione la mozione di sfiducia nei suoi confronti. De Luca ha risposto parlando di “una campagna d’opinione su una battuta goliardica. Vergognatevi, volete la paralisi della Campania. Siccome sentivo poco entusiasmo per il referendum, ho detto fate appello alla gente, magari offrendo una cena, un viaggio. Si è fatto appello ai sindaci per il porta a porta. E quale doveva essere l’appello di fronte a un referendum che non suscitava entusiasmo? Stiamo parlando di banalità. Il vero voto di scambio – ha concluso – è quando si fanno nomine al termine della legislatura. Quello è voto di scambio”.