Dall’Italia, trovate cozze con salmonella: scatta l’allarme in un grande allevamento

Dall’Italia, trovate cozze con salmonella: scatta l’allarme in un grande allevamento

Attenzione ai molluschi. E’ stato ritrovato il batterio della salmonella in alcuni lotti di cozze vive, analizzate dall’Asur presso l’allevamento di Portonovo Cooperativa Fra Pescatori srl, che coltiva molluschi. Il comune di Ancona ha emesso il divieto di commerciare le cozze prodotte. Il produttore, dice una nota, è tenuto a ritirare il prodotto già in commercio.

CHE COS’E’ LA SALMONELLA?

Il genere Salmonella è caratterizzato da bacilli Gram-negativi, asporigeni e anaerobi facoltativi. Fermentano il glucosio, producendo gas, degradano le proteine solforate con produzione di H2S, riducono i nitrati e non producono citocromo-ossidasi. La maggior parte sono lattosio non fermentanti. Possedendo flagelli peritrichi, sono tutte mobili tranne S. Gallinarum-Pullorum.  La classificazione tassonomica di questo genere è piuttosto complessa e si basa su dati di comparazione e di omologia del DNA; prevede due specie principali: Salmonella bongori e Salmonella enterica. All’interno di quest’ultima specie si distinguono varie sottospecie, tra cui Salmonella enterica subsp. enterica, che presenta vari serovar (o sierotipi) e tra questi quelli di interesse clinico sono: Typhi, Paratyphi, Typhimurium, Enteritidis e Cholaeresuis. Un esempio di denominazione corretta è: Salmonella enterica subsp. enterica ser. Thypi, tuttavia si ha la tendenza a utilizzare il nome del sierotipo in sostituzione a quello della specie, come: Salmonella typhiSalmonella paratyphi, ecc.

La classificazione dei sierotipi si basa sul corredo antigenico dei batteri secondo lo schema suggerito da Kauffmann e White, e perciò utilizzando l’antigene somatico O, gli antigeni flagellari H1 e H2 e l’antigene di superficie “Vi” (quest’ultimo presente solo in alcuni serovar). In base all’antigene O si distinguono nei sierogruppi A, B, C1, C2, D ed E.

COME SI CURA LA SALMONELLA?

A causa della grande varietà di salmonelle non-tifoidee esistenti, non è stato ancora possibile mettere a punto un vaccino. In linea generale, per diminuire il rischio di salmonellosi, si consiglia di:

1. lavare frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo
2. sanificare tutti gli utensili e i macchinari usati per la produzione di alimenti
3. lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti
4. refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura
5. cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova
6. proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori
7. ridurre il consumo di uova crude o poco cotte (per esempio, all’occhio di bue), di gelati e zabaioni fatti in casa
8. consumare solo latte pastorizzato
9. evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti
10. evitare che persone con diarrea preparino alimenti destinati alla ristorazione collettiva e assistano soggetti a rischio (bambini, anziani, ammalati).

(fonte: Sanihelp.it)