Consiglio metropolitano, a Giugliano rischio dispersione voti: la maggioranza non vota i “suoi”

Consiglio metropolitano, a Giugliano rischio dispersione voti: la maggioranza non vota i “suoi”

Manca meno di una settimana all’elezione del consiglio metropolitano e i giochi sono tutt’altro che fatti, almeno a Giugliano. In queste ore per i vari candidati è iniziata la “conta”. E’ iniziata a Napoli dove de Magistris farà un incontro con la maggioranza per capire chi vota chi ed è iniziata anche nei vari comuni.

Il dato che emerge, almeno sino ad oggi, è che a Giugliano la maggioranza è più che spaccata. Ciò significa che i due candidati, Ragosta e Di Girolamo, se devono contare solo sui voti dei colleghi giuglianesi difficilmente verranno eletti. Quella di domenica è un’elezione anomala in quanto votano solo sindaci e consiglieri comunali. Nelle fila dei consiglieri della maggioranza Poziello diversi avrebbero chiuso l’accordo con il consigliere uscente Francesco Iovino di Casalnuovo. Tra questi Liccardo, Casoria, Iovinella, Russo e Laura Poziello. Qualcuno invece come Agostino Palumbo voterebbe per Raffaele Cacciapuoti di Villaricca candidato nella lista dell’Udc. Giuseppe D’Alterio sostiene sin dall’inizio Tozzi, il candidato dei Verdi di Pozzuoli. L’unico, almeno per il momento, a dare la sua preferenza a Giuseppe Di Girolamo pare sarà il sindaco Poziello. Ancora in incognito il voto degli esponenti Ncd e Udc.

Per quanto riguarda l’opposizione il quadro non è certamente migliore. Alfonso Sequino può contare su cinque voti: quelli di Aprovitola, Anna Russo, Luigi Guarino e Rosario Migliaccio.

Vincenzo Risso dei 5 stelle sostenuto da Palma. Il Pd è diviso a metà tra Nicola Pirozzi e Diego D’Alterio. Entrambi nell’assise di Corso Campano avrebbero due preferenza: per Pirozzi Mena Sabatino, per D’Alterio Adriano Castaldo. Dunque i sei candidati giuglianesi per avere qualche chance devono conquistare un bel po’ di voti dagli altri comuni.

Insomma la terza città della Campania, quella il cui voto vale più di tutti gli altri comuni, dopo Napoli, la scorsa elezione non fu rappresentata perché il comune era commissariato. Stavolta invece rischia per beghe politiche.