Commissariamento Pd Melito, Rostan: “Uno scandalo. Gruppo dirigente fallimentare”

Commissariamento Pd Melito, Rostan: “Uno scandalo. Gruppo dirigente fallimentare”

Melito. “Il commissariamento del circolo Pd di Melito è uno scandalo, una decisione sbagliata e illegittima, che arriva da un gruppo dirigente – provinciale e regionale – fallimentare, immobile, incapace ormai perfino di rispondere alla propria coscienza”. Lo dichiara Michela Rostan, deputata del Pd, a margine della comunicazione con cui la segretaria regionale del Pd ha nominato il commissario del circolo di Melito.

“La decisione – continua la parlamentare – arriva ai sensi di un articolo dello Statuto che prevede il commissariamento solo in casi di gravi e ripetute violazioni accertate dalla commissione di garanzia. Quando sarebbero avvenute queste violazioni? Quando sarebbero state accertate? Quali sarebbero? Lo sanno i dirigenti provinciali e regionali del Pd che per il loro totale fallimento, con le stesse ragioni di Melito, dovrebbe commissariare almeno la metà dei circoli di Napoli e provincia?”.

“C’è stata una crisi politica tra il gruppo consiliare e il sindaco – prosegue l’on. Rostan – ma mai alcuna crisi di operatività del circolo sul territorio, che è aperto, si autofinanzia, lavora. Lo Statuto prevede che in caso di reggenza di un circolo, la segreteria provinciale deve convocare il congresso entro 30 giorni. Chi è stato inerte, quindi? Il circolo o la segreteria provinciale? Come mai gli organismi dirigenti non sono mai intervenuti rispetto alle continue violazioni, carenze, assenze e contraddizioni dell’ex sindaco della città, che è anche segretario provinciale del Pd e si prende così una piccola vendetta?”.

“E’ evidente – conclude la deputata – che la scelta del commissariamento è solo una ritorsione personale, senza nessuna cura per la comunità politica di Melito, che evidentemente serve alla segretaria regionale solo per prendere voti quando servono, per poi abbandonarla a se stessa e interessarsene unicamente per obbedire, come sempre, agli ordini che riceve. Con commissariamenti che sono inutili, laceranti, illegittimi e scandalosi e di cui saranno chiamati a rispondere davanti agli organi competenti”.