Colpo da 35mila all’imprenditore Galiano con la nuova tecnica. “E’ solo l’ultimo di una lunga serie”

Colpo da 35mila all’imprenditore Galiano con la nuova tecnica. “E’ solo l’ultimo di una lunga serie”

Napoli. Un colpo grosso ai danni di un imprenditore, in pieno giorno nel cuore del Vomero. La rapina messa a segno ieri ai danni di Dino Galiano, titolare della catena di negozi di elettronica ed elettrodomestici con sede storica in via Gemito, preoccupa ora commercianti e residente del quartiere collinare. I banditi hanno agito con una tecnica insolita riuscendo a portar via ben 35mila euro in contanti, contenuti in un plico e suddivisi in banconote da 20 e 50.

Ieri mattina Galiano si stava recando presso la filiale del Monte dei Paschi di Siena di via Mattia Preti, all’angolo con la centralissima via Scarlatti, per depositare gli incassi del fine settimana. Il malvivente solitario indossava la pettorina di una nota società di spedizioni. Ha urtato violentemente la vittima ed, una volta caduto, gli ha portato via il pacco con i soldi. Poi il fitto fattorino è scappato via a bordo di uno scooter con un complice che lo attendeva. Un colpo velocissimo senza l’uso di armi.

Adesso sul caso indagano i carabinieri della Compagnia Vomero. I militari dell’Arma stanno passando al setaccio le immagini di videosorveglianza della zona. La rapina ripropone però la discussione sul tema della sicurezza in città. Amareggiato per quanto accaduto è il presidente del centro commerciale Vomero-Arenella, Enzo Perrotta. “Purtroppo — dice al Corriere del Mezzogiorno — la questione sicurezza resta il problema e l’episodio che ha coinvolto il collega è solo l’ultimo di una lunga serie”. «”La repressione ormai non basta più — prosegue Perrotta — c’è bisogno di prevenzione che può farsi solo attraverso l’uso massiccio della video sorveglianza. Noi come associazione di categoria abbiamo presentato un progetto al Ministero dell’interno e nei prossimi giorni lo esporremo anche al presidente De Luca. Un progetto di sicurezza partecipata che prevede telecamere collegate direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine”.

 Dopo i gravi episodi delinquenziali degli ultimi tempi, che, di recente, hanno visto nel mirino anche un commerciante, rapinato in pieno giorno nei pressi della centralissima via Scarlatti,  nell’area collinare del capoluogo partenopeo torna la rabbia e l’indignazione per la grave situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini. Portavoce della protesta ancora una volta è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da tempo chiede un’intensificazione della prevenzione, con gli adeguati strumenti, in un’area, quella della municipalità collinare, che ospita circa 120mila napoletani, facile preda ogni giorno di delinquenti e malfattori, come testimoniano gli episodi quotidiani, rilanciati solo in parte dai mass media.

“Nell’area del Vomero e dell’Arenella, tra l’altro, sono presenti decine di telecamere del sistema di videosorveglianza, molte delle quali installate con i fondi per la sicurezza – ricorda Capodanno –  Non dovrebbe essere dunque difficile risalire dall’esame dei filmati all’individuazione dei responsabili di episodi criminosi che avvengono nelle aree dove sono installate “.

 “Con l’occasione – aggiunge Capodanno – vorremmo sapere quali iniziative sono state messe in campo, fino ad oggi, dal “Comitato per la legalità, solidarietà e sicurezza”, istituito a seguito del protocollo d’intesa per la sicurezza urbana sottoscritto in data 5 agosto 2009 tra la Prefettura e il Comune di Napoli, per continuare, anche alla luce della legge 125 del 2008, in tema di sicurezza urbana, le attività connesse alla realizzazione degli obiettivi strategici del progetto per l’analisi delle esigenze del cittadino, al fine della prevenzione del crimine e del risanamento delle aree urbane a Napoli, come si legge negli intenti “.

 “Comitato – precisa Capodanno – costituito da 14 persone, tra le quali i rappresentanti dei vigili urbani, della guardia di finanza, dei carabinieri e della polizia di Stato, il presidente della municipalità ed un funzionario della prefettura, ma del cui operato, attraverso gli organi d’informazione, non si ha da tempo notizia alcuna  “.

“Domande che aspettano immediate risposte operative, prima che si aggiungano, alla già lunga lista, altre vittime indifese di una delinquenza sempre più scatenata, in un quartiere un tempo indicato tra i cosiddetti quartieri “bene” della Città ma che oggi, in balia di una criminalità sempre più spavalda e violenta, che non trova purtroppo, al momento, un adeguato e risolutivo contrasto, appare sempre più abbandonato a se stesso, in condizioni di continuo e inarrestabile degrado, pure per gli aspetti legati alla sicurezza dei cittadini, al punto che – conclude Capodanno – molti residenti potrebbero essere indotti a valutare seriamente la possibilità di abbandonare definitivamente la collina vomerese e anche la Città per trasferirsi in zone ritenute più sicure.”