Marano, faida di camorra tra il gruppo di Mariano Riccio e i “melitesi”: 6 arresti. I NOMI

Marano, faida di camorra tra il gruppo di Mariano Riccio e i “melitesi”: 6 arresti. I NOMI

Blitz in corso della Squadra Mobile di Napoli dalle prime luci dell’alba. Questa mattina gli agenti di polizia, su disposizione del GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della D.D.A., sta eseguendo alcune ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di elementi ritenuti responsabili di omicidi e tentati omicidi.

La misura cautelare è stata adottata nei confronti di soggetti gravemente indiziati di avere deliberato, organizzato ed eseguito l’omicidio di Castello Andrea ed il tentato omicidio di Ruggiero Castrese in data 14.3.2014. Per due indagati vi è anche la contestazione relativa all’omicidio di lupara bianca ai danni di Antonio Ruggiero, scomparso il giorno precedente.

Si tratta di efferati episodi criminali che si inseriscono nel contesto della faida interna che si e accompagnata alla riorganizzazione del clan camorristico AMATO-PAGANO, operativo nell’area nord di Napoli, net periodo immediatamente successive all’arresto del giovane capo clan Mariano Riccio (4.2.2014).

Costui, pervenuto ai vertici della potence consorteria camorristica egemone su Melito e Mugnano a seguito degli arresti del suocero PAGANO CESARE e dei nipoti di AMATO RAFFAELE, dopo aver affrontato la faida del 2012, al termine della quale si era trovato a dover cedere agli alleati della Vinella Grassi il controllo di Scampia e di Secondigliano, aveva ingenerato all’interno della propria organizzazione criminale un forte malcontento.

La difficile legittimazione del suo potere, atteso il sospetto di un forte nepotismo da parte di PAGANO Cesare nella scelta del genero come capo, aveva spinto RICCIO Mariano a far assumere ruoli di sempre maggiore importanza ai suoi fedelissimi, denominati “maranesi”, a scapito della vecchia guardia (gli affiliati denominati i “melitesi”), i quali hanno covato la rivincita e le mire di riconquista delle posizioni di vertice, obiettivi che ineluttabilmente dovevano condurre all’epurazione dei “maranesi” ed all’eliminazione fisica dei sodali piu vicini al Riccio.

Il movente di entrambi gli omicidi, come riconosciuto dal GIP, si inquadra quindi nel contesto dello scontro strisciante tra le due fazioni (trasformatosi poi in faida interna), le cui ragioni di fondo sono rappresentate dalla contrapposizione tra i nuovi ed i vecchi affiliati. La caccia all’uomo si apri immediatamente all’indomani dell’arresto di RICCIO, con incursioni armate, azioni violente in pieno giorno nel centro di Melito e di Mugnano, unitamente all’organizzazione di vere e proprie trappole tese a tradimento in cui sono cadute le vittime degli omicidi ricostruiti nell’ordinanza cautelare.

Apporto fondamentale alle indagini e stato dato dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, ma di rilievo risultano altresì le indagini tecniche, tra cui le intercettazioni ambientali che descrivono in diretta l’omicidio del CASTELLO e la scomparsa del RUGGIERO, immediatamente ricondotta alla sua uccisione per mano dei melitesi, nonché le vicende che hanno condotto alto scontro armato.

Le persone tratte in arresto sono:

    • AMIRANTE Dario, n.11.1.1989
    • DE STEFANO Emanuele, n.2.11.1989
    • GAMBINO Angelo Antonio, n.30.11.1993
    • NAPOLEONE Renato, n. 1.4.1983 ROSICA Roberto, n.18.7.1993
    • RUSSO Francesco Paolo, n.23.5.1990
    • TUBELLI Francesco, n.2.10.1967