Cnel, cos’è e a cosa serve. Costi, presidente e Info Wikipedia

Cnel, cos’è e a cosa serve. Costi, presidente e Info Wikipedia

Al Cnel si festeggia. E’ questo quello che si dice a proposito dell’organismo che la riforma costituzionale di Matteo Renzi voleva sopprimere. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è sopravvissuto al referendum del 4 dicembre. E negli uffici dell’ente hanno stappato bottiglie di champagne. Ora come ora il Cnel non può essere abolito. Ma cos’è il Cnel? A cosa serve? E quanto costa agli italiani? Vediamo di fare un po’ di chiarezza sfruttando quanto di dice anche Wikipedia.

Cos’è il Cnel?

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), come riporta Wikipedia, è un organo di rilievo costituzionale, previsto dall’articolo 99 della Costituzione, istituito con legge n. 33 del 5 gennaio 1957. È un organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni, e ha diritto all’iniziativa legislativa, limitatamente alle materie di propria competenza. La sede è nell’edificio costruito su impulso di David Lubin nel parco di villa Borghese e che, inizialmente chiamato villa Italia, ha assunto oggi il nome di villa Lubin. Sulla base della legge n. 214/2011, esso consta di 65 membri così suddivisi:

  • il presidente, nominato con decreto del presidente della Repubblica, al di fuori degli altri componenti;
  • 10 «esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica» di cui:
    • 8 nominati direttamente dal presidente della Repubblica,
    • 2 nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri;
  • 48 «rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato», di cui:
    • 22 rappresentanti dei lavoratori dipendenti, tra i quali 3 «rappresentano i dirigenti e i quadri pubblici e privati»;
    • 9 rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle professioni;
    • 17 rappresentanti delle imprese.
  • 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato.

I membri del Consiglio restano in carica per cinque anni e possono essere riconfermati.

A supporto dell’attività dell’organo è istituito un Segretariato generale, composto da uffici che fanno capo al segretario generale, nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il presidente del CNEL.

La riforma costituzionale di Renzi voleva abolire l’art. 99, che prevede la sua esistenza. “Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro – recita l’articolo 99 della Costituzione – è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge”.

A cosa serve?

Le materie di sua competenza sono la legislazione economica e sociale. Può esprimere parere e promuovere iniziative legislative. I pareri sono forniti solo su richiesta del Governo, delle Camere o delle Regioni (quindi non sono obbligatori) e, anche se forniti, non risultano vincolanti.
Inoltre ha il potere di promuovere iniziative legislative nel campo della legislazione economica e sociale, con alcune eccezioni, come per le leggi tributarie, di bilancio o di natura costituzionale. L’iniziativa è parimenti esclusa per quelle leggi per le quali sia stato presentato un disegno di legge da parte del governo, o per le quali il governo, il parlamento o una regione abbia già chiesto il parere del Cnel.

Quanto costa agli italiani?

Il CNEL costa circa 20 milioni di euro l’anno. E vista la sua attività piuttosto ridotta, o comunque marginale, di affiancamento all’attività legislativa delle Camere, ci si era chiesto se la sua sopravvivenza avesse un significato. Solo i 64 consiglieri e la presidenza costano 3 milioni nel 2012. Gli 80 dipendenti costano invece 7 milioni e quindi la mera sussistenza delle 150 persone ospitate a Villa Lubin è di 10 milioni di euro. Non si bada a spese per la pubblicità, le relazioni pubbliche e la comunicazione come se il Cnel dovesse vendere qualcosa: 850mila euro l’anno è il budget messo a disposizione per decantare le virtù dell’organo che dispensa studi e consigli sui temi dell’economia e del lavoro. In totale si arriva, appunto, a un costo di circa 20 milioni l’anno.

Chi è il presidente del Cnel e quanto guadagna

Tra i più pagati dell’organismo tanto contestato c’è lui, Antonio Marzano. Marzano conduce il Cnel per la seconda volta. Eletto presidente nel 2005 è stato riconfermato per un altro quinquennio nel 2010. Un lustro che con ogni probabilità non completerà. L’ex ministro delle attività produttive nel Governo Berlusconi vanta un compenso annuo di 217mila euro. Siamo al di sotto dell’indennità del Presidente della Repubblica, ma Marzano percepisce anche una pensione universitaria da 76mila euro lordi l’anno arrivando così a cumulare un reddito netto annuo di 228mila euro.