Clan Mallardo, racket agli imprenditori. Arrestato “Armanduccio 29”

Clan Mallardo, racket agli imprenditori. Arrestato “Armanduccio 29”

Nuovo colpo al clan Mallardo. In data odierna è stata eseguita un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale della custodia in carcere emessa dal GIP presso ii Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura di Napoli Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Palma Armando detto Armanduccio 29, nato a Villaricca il 7.11.1961, per il delitto di partecipazione ad associazione per delinquere di stampo camorristico.

II provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania, cui sono state delegate le investigazioni. Il provvedimento cautelare emesso conclude le attività di indagine avviate nell’ottobre del 2016, che avevano in precedenza consentito l’individuazione degli autori di un’attività estorsiva ai danni di un imprenditore di Giugliano in Campania impegnati nei lavori Piu Europa di rifacimento di una chiesa in via Camposcino.

La prosecuzione delle indagini, consistite principalmente in operazioni di intercettazioni e corroborate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di accertare che il Palma uno degli autori dell’estorsione – era affiliato di lungo corso del clan Mallardo, organizzazione camorristica operante sul territorio di Giugliano in Campania.

Egli dunque, nel compiere l’azione estorsiva, non si era limitato a spendere la forza intimidatrice del clan Mallardo, ma aveva agito per conto del sodalizio, al quale è pienamente organico. Ii Palma infatti percepiva dal clan la c.d. “mesata” e, nel corso della detenzione in carcere, aveva continuato a riceve assistenza economica per se e per i suoi familiari, a suggello di un perdurante vincolo con l’associazione mafiosa.

Proprio l’importo dello “stipendio” spettante all’indagato era all’origine di alcuni contrasti con i vertici dell’organizzazione, in quanto l’indagato rivendicava l’importanza e la durevolezza del contributo prestato alle attivita del clan Mallardo, ritenendosi percio meritevole di uno “stipendio” dell’importo più elevato di quello che gli era stato riconosciuto.