Choc in Italia, abortisce: per nasconderlo al fidanzato fa una cosa terribile

Choc in Italia, abortisce: per nasconderlo al fidanzato fa una cosa terribile

Ha tentato di rapire una neonata per nascondere al compagno un aborto avvenuto mesi prima. E’ quanto accaduto a Milano, dove, fortunatamente, il personale sanitario della Clinica Mangiagalli è riuscito a fermare la donna che intanto stava portando la bimba fuori dalla struttura. L’episodio è accaduto lunedì intorno alle 15. La neonata ha solamente 10 giorni e quando è accaduto il fatto era in camera nella culla al fianco della mamma che, a quanto pare, era indaffarata nel preparare i bagagli per essere dimessa.

La donna, di origini sudamericane, ha finto di essere un’ infermiera e avrebbe detto alla mamma di dover portare la neonata a fare dei controlli, dirigendosi con la piccola in braccio verso l’uscita della clinica. Il personale sanitario ha capito cosa stesse accadendo e ha fermato la donna, avvisando immediatamente polizia e carabinieri.  “Non sapevo cosa fare. Dopo aver perso mio figlio avevo paura di perdere il mio compagno e tutta la mia famiglia”, ha detto l’ecuadoriana di 33 anni, ora in cella a San Vittore.

La donna che ha tentato il rapimento è una casalinga che abita a Mediglia, in provincia di Milano, ha una figlia di sette anni avuta da una precedente relazione e, come raccontato al suo avvocato Paolo Cassamagnaghi, pare abbia tenuto nascosto al suo convivente, un operaio, un aborto avvenuto qualche mese fa “per paura di essere lasciata”. Così l’altro ieri, giorno in cui avrebbe dovuto dare alla luce quel figlio che invece non portava più in grembo da tempo, si è presentata all’ospedale tentando di rapirne un bambino appena nato.

Fortunatamente la bimba non ha riportato alcune conseguenze. Grande è stata la paura per la mamma ma anche per lo stesso personale sanitario. Nonostante uno choc iniziale, mamma e figlia si sono preparate per essere dimesse e hanno lasciato insieme la clinica.  Nei confronti della donna il pm Antonio Cristillo ha chiesto al gip la convalida dell’arresto e di disporre la custodia cautelare in carcere per sequestro di persona e sottrazione di persona incapace. Il suo difensore invece ha intenzione di chiedere accertamenti sullo stato psichico della sua assistita e quindi di rivolgersi a un consulente di parte.