Centanni sapeva di essere in pericolo. Ecco cos’ha fatto prima dell’agguato

Centanni sapeva di essere in pericolo. Ecco cos’ha fatto prima dell’agguato

Mario Centanni sapeva di essere in pericolo ma aveva comunque abbandonato il programma di protezione ed era rientrato a Napoli. Ora è al sicuro e dovrà decidere se chiedere o meno il ripristino del programma di protezione.

Intanto emerge un nuovo particolare sulla vicenda. Sembrerebbe infatti che, poche ore prima dell’agguato, Centanni abbia scritto un biglietto ad un parente invocando una mediazione con gli uomini del gruppo Perfetto. Ma gli unici che potevano tentarla erano i congiunti più stretti, avvertiti probabilmente troppo tardi, quando la macchina della vendetta si era già messa in moto.

E quindi Marco e Carlo Perfetto, zio e nipote, erano già partiti per l’agguato di Piazza Tafuri. Sembrava un assalto normale, semplice, ma qualcosa è andato storto e, per poco, non ci andava di mezzo un 15enne, ferito alla natica, le cui condizioni sono intanto migliorate.

A riconoscere i sicari è stato lo stesso Mario Centanni, anche se i due indossavano dei caschi. Ed è proprio su questo particolare che punta la difesa, con Carlo Perfetto che ha dichiarato addirittura di avere un alibi, esibendo lo scontrino di uno store. E i suoi avvocati potrebbero chiedere la visone dei filmati di videosorveglianza del negozio in questione per tentare di scagionarlo definitivamente.