Catania, muscoli e selfie: Alfio Cardillo è l’uomo che ha stuprato per ore una dottoressa

Catania, muscoli e selfie: Alfio Cardillo è l’uomo che ha stuprato per ore una dottoressa

Uno stupro durato ore, che ha sconvolto Tracastagni, paesino del catanese.  Autore: Alfio Cardillo, 26 anni. Vittima: una dottoressa che si trovava di guardia, porterà per sempre i segni di quella terribile notte passata col suo aguzzino.

Diversi sono i retroscena che emergono dal profilo dello stupratore. Il primo riguarda il suo passato: più volte è stato sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. Ma la personalità di Cardillo è di certo discutibile. Infatti sul suo profilo Facebook il ragazzo dava sfogo al suo narcisismo. Foto e selfie quotidiani e soprattutto una passione sfrenata per il body building.

E adesso proprio quella pagina Facebook che Cardillo, falegname, curava quotidianamente si è trasformata in una sorta di bacheca piena di insulti. In tanti hanno messo nel mirino l’uomo: “Schifoso pervertito, spero che ti facciano la festa in carcere”, si legge tra i commenti. E ancora: “La tua vita è ossigeno rubato agli altri”, scrive un altro utente. C’è chi non usa per niente giri di parole: “Sei un essere immondo, fallito e sfigato”.

Lo stupratore avrebbe alcuni precedenti penali per maltrattamenti in famiglia ed era dunque noto alle forze dell’ordine. Ora gli inquirenti dovranno accertare cosa abbia fatto scattare la violenza nella testa di Cardillo. Secondo la Procura di Catania, l’uomo ha agito in maniera fredda e determinata: finge di stare male; visto che non è la prima volta che si reca nella struttura, la dottoressa, che lo vede dalla telecamera di sicurezza, lo fa entrare, sbloccando la porta blindata.

All’improvviso lui l’aggredisce e con uno scatto d’ira manda in frantumi attrezzature e farmaci. Nel frattempo stacca il telefono fisso della struttura e disattiva il pulsante nascosto sotto il tavolo dei medici che fa scattare l’allarme alla centrale operativa del 112. Comincia così un incubo che, come riferiranno i carabinieri della compagnia di Acireale, dura 2-3 ore.

A porre fine alla notte da “Arancia meccanica” per la vittima, la capacità della dottoressa di riuscire ad approfittare di un attimo di distrazione dell’aguzzino: grida forte e cerca di scappare. Una coppia che abita in una casa di fronte sente le urla disperate e chiama i carabinieri. Che arrivano velocemente sul posto: trovano la dottoressa senza abiti, con ecchimosi in più parti del corpo, che cerca di scappare e il 26enne con i pantaloni ancora abbassati.