Casoria, una piantina sporge dal balcone: i poliziotti scoprono centro della droga. Arrestato

Casoria, una piantina sporge dal balcone: i poliziotti scoprono centro della droga. Arrestato

Insospettiti da una piantina che sporgeva dal balcone al primo piano, lo hanno perquisito e infine arrestato. I poliziotti del Commissariato PS Afragola, ieri pomeriggio a Casoria, hanno messo le manette a un 26enne, Vanni Giuseppe, responsabile del reato di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nel corso di un  servizio di prevenzione e repressione dei reati in genere, gli agenti del Commissariato Afragola hanno notato che, da un balcone del  primo piano di un immobile di via Di Natale di Casoria, sporgeva una piantina di cannabis. Scattava immediatamente l’obbligo di una perquisizione sia all’interno dell’appartamento che delle sue pertinenze.

L’appartamento,  al momento dell’avvento dei poliziotti  era disabitato,  ma con l’aiuto dei vicini,  la proprietaria veniva rintracciata  e raggiungeva i poliziotti immediatamente riferendo che l’appartamento era utilizzato dal figlio, Vanni Giuseppe e dalla moglie. All’interno dei pensili in cucina erano stipati un bilancino di precisione elettronico e varie bustine di cellophane  con chiusura a clips, idonee al confezionamento di dosi; sul balcone sono state trovate altre 14 piantine, di vario taglio, coltivate in vasi di plastica nera.

In un garage condominiale, corrispondente all’appartamento, i poliziotti hanno rinvenuto la carcassa di una smart nera,  risultata essere stata rubata nel marzo scorso, a Frattamaggiore. Un residente al secondo piano, dello stesso immobile, R.A., sentito dagli agenti, ha inizialmente sostenuto che l’autovettura fosse di Vanni, rifiutandosi poi di sottoscrivere il verbale. Il R.A. è stato indagato per favoreggiamento. Terminata la perquisizione gli agenti sono andati presso l’abitazione dei genitori di Vanni Giuseppe a Casoria, rintracciandolo e traendolo in arresto.

L’autorità giudiziaria, prontamente informata, disponeva la sottoposizione del Vanno  al giudizio con rito per direttissima, fissato per la mattinata del 5 luglio p.v. presso il Tribunale di Napoli Nord e ne disponeva la misura detentiva alternativa degli arresti domiciliari, presso la casa dei suoi genitori.  L’autovettura, lo stupefacente e quando di illecito rinvenuto veniva sequestrato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.