Cannabis, il Consiglio dei Ministri ferma la Campania. “Ma andiamo avanti”

Cannabis, il Consiglio dei Ministri ferma la Campania. “Ma andiamo avanti”

Napoli. “La Legge sulla cannabis in Regione Campania è in vigore ed è efficace. Le motivazioni sollevate dall’impugnativa del Consiglio dei Ministri riguardano esclusivamente un mero rilievo tecnico relativo alle modalità di prescrizione dei medicinali che non inficia l’efficacia della legge entrata in vigore lo scorso agosto”.

Questo il commento del presidente della Quinta Commissione Sanità in Regione Campania Raffaele Topo dopo la decisione del consiglio dei ministri di impugnare la Legge n. 27 del 8/8/2016 recante “disposizioni organizzative per l’erogazione dei farmaci e dei preparati galenici a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche nell’ambito del servizio sanitario regionale e promozione della ricerca e di azioni sperimentali prodromiche alla produzione da parte di soggetti autorizzati”.

Si tratta di un’osservazione assolutamente secondaria rispetto al nostro obiettivo che resta quello di garantire assistenza di qualità ai malati attraverso l’erogazione di farmaci essenziali per patologie associate al dolore come la sclerosi multipla. È per questo – ha ricordato Topo – che siamo impegnati sui decreti attuativi che diano il via alle procedure di distribuzione dei medicinali cannabinoidi per finalità terapeutiche nell’ambito del servizio sanitario regionale”.

“In ogni caso – ha specificato il Presidente – il decreto del 9 novembre 2015 stabilisce, tra le altre cose, che la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale è rimessa alle scelte autonome delle Regioni. La Regione Campania, pertanto, nell’ambito delle prerogative poste dal ‘TU stupefacenti’, ha scelto la propria modalità di prescrizione dei preparati al fine di tutelare e tracciare le delicate fasi del percorso assistenziale”.

“Valuteremo, comunque, l’eventuale modifica del testo relativo alle modalità di prescrizione o resistere in giudizio. L’esito, in ogni caso, sarà solo quello di un’eventuale modifica dei ricettari per le prescrizioni”, ha concluso l’esponente Pd.

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