Camorra, tensione tra i clan dell’area nord: ostaggi per non finire in trappola

Camorra, tensione tra i clan dell’area nord: ostaggi per non finire in trappola

AREA NORD. E’ altissima la tensione tra i clan dell’area nord tra Scampia-Secondigliano, Melito, Mugnano, Marano ma anche Miano (anche se in quest’ultimo caso è arrivata una tregua dopo gli arresti di Walter Mallo e Carlo Lo Russo). Gruppi criminali che si contendono soprattutto il redditizio business della droga e che periodicamente finiscono con il farsi la guerra a vicenda. Adesso soffiano ancora una volta venti di guerra come confermano gli ultimi episodi di agguati, “stese”, ed omicidi. Fibrillazioni che vengono confermate anche dalla presenza di tre uomi dei Notturno di Scampia, arrestasti dai carabinieri con una pistola in auto, nella roccaforte degli Amato-Pagano a Melito.

Ed in questo clima di tensione gli affiliati adesso hanno paura di finire in trappole mortali. Così, durante i summit tra cosche vengono presi in ostaggio familiari e amici stretti anche se fuori dal giro. A raccontarlo è l’edizione odierna de Il Roma che riporta il racconto dell’ex ras della “Vanella Grassi” Rosario Guarino detto Joe Banana. Guarino nel corso di un interrogatorio descrive infatti un incontro tra Antonio Mennetta detto er nino, esponente del clan di Secondigliano, e Giovanni Esposito, detto ‘o morto, uomo degli Abete-Abbinante-Notturno. “Quando Antonio Mennetta si incontrò con Giovanni Esposito chiese in ostaggio Salvatore Baldassarre, che fu temporaneamente custodito da Adriano Selva, Umberto Accurso, Corrado Orefice e Alessandro Grazioso.”

L’attenzione su tutte l’area resta dunque molto alta da parte delle forze dell’ordine. Nella giornata di ieri in un blitz nelle Case Celesti, feudo del clan Marino, i carabinieri hanno sequestrato infatti un mitra ed una mitraglietta.