Camorra, sigilli al tesoro di un imprenditore dell’Alleanza di Secondigliano

Camorra, sigilli al tesoro di un imprenditore dell’Alleanza di Secondigliano

AREA NORD. A seguito di una complessa attività di indagine patrimoniale, tesa all’aggressione dei patrimoni di mafia, personale della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli (Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali) ha dato esecuzione a due decreti di sequestro beni emessi dal Tribunale di Napoli—Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di BERNARDI Ciro, nato a Napoli il 19.04.1950. Il predetto è stato condannato il 20 ottobre 2009 dalla Corte di Appello di Napoli, con sentenza resa irrevocabile il 13 luglio 2011 dalla Corte Suprema di Cassazione, alla pena di anni 6 di reclusione per associazione per delinquere di tipo mafioso (partecipazione al famigerato clan camorristico denominato “Alleanza di Secondigliano”, promosso, diretto ed organizzato da Edoardo CONTINI e dai fratelli Vincenzo, Pietro e Maria LICCIARDI) volta alla produzione e commercio di merce con marchi contraffatti, nonché per produzione e commercio di merce con segni distintivi falsi aggravati dal fine di mafia.

Le attività di indagine (sostanziatesi in intercettazioni telefoniche ed ambientali, attività di pedinamento e di osservazione), e le risultanze processuali consentivano di acclarare il ruolo associativo rivestito da BERNARDI, imprenditore nel commercio all’ingrosso di capi di abbigliamento, quale produttore organico all’organizzazione criminosa e stabilmente asservito al perseguimento degli obiettivi del clan. Bernardi risultava organicamente inserito nella struttura e punto di riferimento del cartello camorristico per la gestione di capitali illeciti, addetto all’importazione, produzione ed esportazione di merce recante marchi contraffatti o avente caratteristiche idonee a trarre in inganno i consumatori. Il predetto risultava particolarmente attivo nella gestione di ingenti flussi finanziari (capitali di illecita provenienza impiegati nell’attività imprenditoriale e proventi dell’illecito commercio conseguiti all’estero), nonché nella distribuzione degli utili agli esponenti delle federate famiglie camorristiche.

I citati decreti giudiziari, emessi dal locale Tribunale in accoglimento di articolata proposta del Questore di Napoli, formulata a seguito di complessa e prolungata attività investigativa svolta dalla Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, hanno disposto il sequestro dei seguenti beni, risultati nella disponibilità di BERNARDI Ciro e formalmente intestati anche a suoi stretti congiunti, considerato che gli acquisti, le società costituite ed i rapporti finanziari appaiono riferibili alla capacità economica illecita di Bernardi, in assenza di una capacità economica lecita: – APPARTAMENTO di vani catastali 6 sito in Melito di Napoli (Na) al corso Europa s.n.c. già via Monacelle. – IMPRESA INDIVIDUALE attiva nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento, con sede e punto vendita in Napoli, al corso Secondigliano. – IMPRESA INDIVIDUALE attiva nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento, con sede in Melito di Napoli, corso Europa. – NR. 26 RAPPORTI FINANZIARI intrattenuti presso uffici postali e filiali di numerosi istituti bancari, dislocate in Napoli e vari comuni della provincia.  Il valore complessivo dei beni posti sotto sequestro ammonta a circa 700 mila euro.