Camorra, il racconto horror del boss pentito: “Testa mozzata e presa a calci come fosse un pallone”

Camorra, il racconto horror del boss pentito: “Testa mozzata e presa a calci come fosse un pallone”

È un racconto agghiacciante, da film dell’orrore, quello che viene fuori dai racconti del boss pentito Gennaro Notturno, detto ‘o sarracino, fino a pochi mesi fa considerato uno dei capi degli scissionisti. Si fa riferimento ad un omicidio avvenuto dodici anni fa.

Antonio Ruggiero fu infatti ucciso il 21 gennaio 2015. La sua testa fu mozzato con un seghetto e Notturno la utilizzò per giocare a pallone in una villa di Varcaturo. La macabra scena provocò il disgusto di due affiliati, che vomitarono per la nausea. Fu poi portata al cospetto della vedova di un uomo ammazzato proprio da Ruggiero. Altro macabro omaggio.

Una scena che supera di gran lunga le fantasie delle varie fiction sul tema. In quel periodo, siamo a cavallo tra il 2004 e il 2005, prende il via la sanguinosa faida di camorra che insanguinò Napoli e l’Hinterland.

Il boss pentito Gennaro Notturno parla della guerra tra i Di Lauro e gli Amato – Pagano. Fa nomi e cognomi di esecutori e mandanti di 38 omicidi, per un totale di 16 pagine di verbali. Tra questi cita l’omicidio di Gaetano De Pasquale, ucciso il 1 novembre del 2004 a 26 anni. Fu portato al cospetto del boss Cesare Pagano. Fu legato e interrogato per ore. Il boss gli mostrò delle banconote e gli disse che se avesse parlato l’avrebbe fatto fuggire in Sud America.  Parlò, ma gli uomini del boss lo affogarono in una bacinella e gettarono il cadavere in un pozzo.

Notturno parla delle varie mattanze di quegli anni. Di omicidi illustri e meno illustri, dando un po’ di luce in più a delitti rimasti nell’ombra.