Camorra, i Lo Russo al tappeto. Ecco chi comanda ora tra Miano e Secondigliano

Camorra, i Lo Russo al tappeto. Ecco chi comanda ora tra Miano e Secondigliano

Provincia. Un intero clan smantellato. I “Lo Russo” di Miano sembrerebbero al tappeto. Gli arresti degli ultimi tempi, in particolare ai danni del boss Carletto, rivelano una cosca in crisi, in perdita di potere su tutto il territorio. Tanto che, secondo gli investigatori, le piazze di spaccio dei “Capitoni”, quelle di via Janfolla, via Miano e al parco Ice Snei, sono praticamente ferme. Nessun clan ha ancora il coraggio di prendersele, dichiarando apertamente guerra ai Lo Russo, ma c’è già chi ne approfitta garantendo il traffico in modo “alternativo”: i pusher dei clan rivali girano a bordo degli scooter ce intercettano gli acquirenti diretti verso le piazze di Miano.

In questa situazione di instabilità, ad approfittarne sarebbero i Licciardi. Il clan di Masseria Cardone, egemone nell’Alleanza di Secondigliano, è l’unico che potrebbe sfruttare il vuoto di potere a nord di Napoli allungando i propri tentacoli anche sulle zone dei Lo Russo, con cui hanno mantenuto negli ultimi tempi un patto di non belliggerenza, sancito anche dalla presenza di un nemico comune: Walter Mallo. Ma Mallo, insieme ai suoi più preziosi luogotenenti, è finito alla sbarra e in circolazione ci sarebbero una quindicina di affiliati al suo gruppo emergente che però si starebbero limitando a gestire gli affari del rione Don Guanella senza sfidare gli altri clan.

Altri segnali fanno capire che i Licciardi stanno prendendo in mano la situazione a nord di Napoli. E sono i segnali di crisi dei Vanella-Grassi, il clan di Secondigliano decapitato dagli arresti della magistratura e privato del boss Umberto Accurso. Non se la passano bene neanche gli Abinnante-Notturno-Aprea, in tregua con i “Vinella”, egemoni nella zona di Scampia ma fiaccati dai blitz delle forze dell’ordine. Così come i Contini del quartiere Vasto. E conn gli Amato-Pagano, ormai in “esilio” nella provincia (Melito e Mugnano), e i Mallardo impegnati a Giugliano in una faida interna, sull’area nord di Napoli solo i Liccardi possono coltivare mire espansionistiche. “Quelli di Masseria Cardone” sono soli al comando.