Camorra e neomelodici, l’ex killer vuole i diritti da Nico Desideri

Camorra e neomelodici, l’ex killer vuole i diritti da Nico Desideri

Marcianise. Camorra e neomelodici, un legame spesso molto forte come dimostrano diversi episodi. L’ultimo caso nasce dalle dichiarazioni dell’ex killer “poeta” Bruno Buttone, oggi collaboratore di giustizia, prima affiliato al potente clan Belforte (i cutoliani di Marcianise, nel casertano). L’uomo, tra il 2009 ed il 2010, rinchiuso in un cella del carcere di Poggioreale aveva deciso di dedicarsi alla scrittura e da lì sarebbe nato il testo di “Ciao Papà”, poi fatto recapitare nelle mani del cantante Nico Desideri. Così, la poesia venne musicata a portata al successo.

Nel frattempo Buttone è diventato un pentito, mentre Desideri ha avuto sempre l’apprezzamento del pubblico. “Sono cambiato – racconta Buttone al quotidiano Il Mattino – quell’opera mi è rimasta nel cuore, Desideri non mi ha mai concesso i diritti d’autore, gli ho anche scritto ma non ha mai risposto alle mie richieste. Scrissi “Ciao papà” canzone pensando alla sofferenza di mio padre che, in vita, ha dovuto subire la perdita del figlio, mio fratello Giuseppe scoparso e mai ritrovato, e si è visto strappare dalla criminalità organizzata anche me che sono riuscito a deluderlo sempre”.

L’ex killer era un pezzo grosso del clan, un perno soprattutto in assenza dei due capi Salvatore e Domenico rinchiusi in carcere. Sicario e capo indiscusso del cartello criminale fino al 2013, da tre anni ha cambiato radicalmente vita. Ora si dedica alla lettura di testi di psicoterapia e di romanzi. Diplomato con successo al liceo scientifico di Marcianise, abbandonò gli studi universitari dopo l’affiliazione al clan. Ha, inoltre, ripreso a studiare. E reclama i diritti d’autore a Desideri. “Mio padre è morto – conclude Buttone – a quella canzone sono particolarmente legato, perchè parla della sua sofferenza”. Nel testo, Buttone spiega che la sua vita è bruciata: “Sto sbagliando tanto – dice la canzone – sto bruciando la vita”. Era la premessa del pentimento reale, avvenuto però, solo nel 2013.