Bertini: “Un vizietto che ci costa caro, ecco come buttiamo 300mila euro”

Bertini: “Un vizietto che ci costa caro, ecco come buttiamo 300mila euro”

Lungo articolo di Mauro Bertini pubblicato sul blog di Altra Marano con pesante accuse a Liccardo:

 

 

 

Se c’è una cosa sulla quale tutti concordano nel riconoscere al Sindaco di Marano è quel vizietto fastidioso di rimandare ogni cosa a babbo morto, quella sua tendenza, che poi è diventata un vero e proprio stile di vita, a spostare sempre più avanti i problemi, soprattutto quelli più spinosi, nella recondita e insipida speranza che si risolvano da soli
Quello che invece non ci siamo forse mai soffermati a considerare seriamente è quanto questo modo un po’ bislacco di atteggiarsi sia compatibile con il ruolo di amministratore di un città grande e complessa come Marano e quanto ci costi in termini di guasti indotti, di opportunità non colte, di possibilità perdute
Una cosa certa è che nel caso del debito che il Comune ha nei confronti dello studio legale Marone questo suo infinito traccheggiare ci costa la bellezza di 300.000 euro e che graverà in maniera pesante sulle casse asfittiche di un ente già sull’orlo del collasso perché provocherà il pagamento in unica soluzione di un importo di oltre 600.000 euro che avrebbe potuto essere dilazionato in due anni

Una storia come tante
Come e perché in oltre dieci anni di consulenze e patrocini lo studio dell’Avv. Marone abbia maturato il considerevole credito di circa 700.000 euro è stato verificato e accertato dalla Responsabile dell’Avvocatura del Comune, la Dott.ssa Tiziana di Grezia, che ha spulciato notule e fatture una per una attestando per ognuna il diritto, la legittimità e la congruità; la parte più inquietante della storia è quella che riguarda la liquidazione di una somma considerevole e quindi di un non facile esborso per un Comune notoriamente in crisi. A seguito di una estenuante trattativa fra l’Ente e lo Studio legale si raggiunge l’intesa e si stipula un atto transattivo con il quale l’Avv. Marone accetta un taglio di 300.000 euro e il Comune si impegna a un pagamento in ventiquattro mesi della somma restante
La cosa sembrava alla fine avviata a soluzione e alcune rate di 30.000 euro vengono pagate ma entra in gioco il gran casino che si è creato nell’Ufficio Legale con la Dott.ssa Di Grezia che viene sospesa dal servizio per l’intervento della Commissione disciplinare attivata più per risentimento che per amore di giustizia dal Sindaco e da qualche assessore con le paturnie, ed il ruolo viene coperto dal Colonnello Cappuccio che un po’ per far vedere che lui era il meglio, un po’ per non prendersi responsabilità, sposando in toto il metodo-Liccardo, manda tutto alle calende greche.

Se ne va Cappuccio, rientra la Di Grezia ma in una comprensibile posizione risentita che non la stimola più di tanto a farsi carico del problema, il Sindaco in persona interviene per assicurare la pronta ripresa dei pagamenti ma, come di prassi, sono parole al vento
Alla fine Marone capisce che lo stanno portando per i vicoli, sa che questa amministrazione può avere vita breve e si decide a attivare le vie legali e pochi giorni fa deposita un ricorso presso il Tribunale di Napoli Nord con il quale chiede, come ovvio, la decadenza del termine e il saldo in unica soluzione dell’intera somma residua che ammonta a 600.000 euro

I guai dell’insipienza.
Accertata la esigibilità del debito era senza dubbio una transazione favorevole quella che si era stipulata, ma i vantaggi di una buona trattativa sono finiti alle ortiche per l’insipienza del Sindaco che invece di far fronte agli impegni, con il sistema di rimandare a babbo morto, ha finito con il far perdere al Comune  la possibilità di un  pagamento rateale e il risparmio di 300.000 euro che così si trasformano in un danno erariale del quale la Corte dei Conti chiederà certamente il ristoro a chi l’ha provocato.

Si può essere più stupidi di così?